Pompei incontra la Pop Art con gli astici giganti di Philip Colbert
SCAVI
28 luglio 2026
SCAVI

Pompei incontra la Pop Art con gli astici giganti di Philip Colbert

Dal 27 luglio il Parco Archeologico ospita trenta sculture monumentali, Longola diventa il simbolo della rinascita dopo l'incendio doloso.
Marco Cirillo

Dalle rovine dell’antichità all’arte contemporanea, fino a trasformare un sito ferito dalla criminalità in un simbolo di rinascita. È questo il cuore di “Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology”, il nuovo progetto che dal 27 luglio porterà al Parco Archeologico di Pompei la più grande installazione artistica mai realizzata da Philip Colbert, artista britannico considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno Pompei e gli altri siti archeologici del territorio, con una tappa particolarmente significativa al sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come gesto di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha devastato l’area poche settimane fa.

A Pompei gli astici giganti di Philip Colbert: il Parco archeologico si trasforma in un museo pop a cielo aperto

A Pompei gli astici giganti di Philip Colbert: il Parco archeologico si trasforma in un museo pop a cielo aperto

Trenta giganteschi astici colorati pronti a dialogare con duemila anni di storia. È la sfida artistica lanciata da Philip Colbert,…

La più grande installazione di Philip Colbert
“Pop Mythology”, organizzata da Il Cigno Arte con il Parco Archeologico di Pompei, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, intrattenimento e cultura di massa, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo.

Pompei, torna alla luce il soffitto della Casa con Panificio: il restauro svela nuovi dettagli della dimora

Pompei, torna alla luce il soffitto della Casa con Panificio: il restauro svela nuovi dettagli della dimora

Un soffitto affrescato ricomposto dopo quasi duemila anni diventa il simbolo della nuova stagione di ricerca e valorizzazione del Parco…

Il dialogo tra Pompei e l’arte contemporanea
«Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente».Ispirata all’arte antica di Pompei, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno, oggi conservato al Museo archeologico di Napoli, la mostra include numerose sculture mai esposte prima dall’artista e dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva.

Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture emergeranno in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a queste sarà esposta una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come «reperti mitologici del futuro», tra cui guerrieri-astice robotici che si presenteranno come rovine speculative provenienti da un futuro immaginario.

Da Pompei a Longola, l’arte come rinascita del territorio
Dal 28 luglio le opere saranno esposte anche negli altri siti gestiti dal Parco Archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare», sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi, tra Boscoreale, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino».

Poggiomarino, al parco di Longola gli astici di Philip Colbert

Poggiomarino, al parco di Longola gli astici di Philip Colbert

I celebri astici pop di Philip Colbert sbarcano nei siti della Grande Pompei. Dal 27 luglio a novembre 2026 il…

Un viaggio tra mito, futuro e memoria
Fondendo mitologia classica e immaginario futuristico, “Pop Mythology” presenta Pompei non solo come un luogo archeologico, ma come uno spazio culturale vivo, capace di dialogare con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Attraverso una riflessione su mortalità, civiltà e rapporto dell’umanità con la tecnologia, la mostra mette in relazione le rovine dell’antichità con futuri immaginati, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e invitando un nuovo pubblico a riscoprire Pompei con uno sguardo contemporaneo.

Il curatore
«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche, che non rappresentano una fuga dalla realtà, ma una satira spietata. – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi – È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale, incapace di imparare dalla storia, che continua a consumare guerre nel mondo, sopraffazioni, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura.

Ma c’è un filo di resistenza civile, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva, e spesso ferita, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino), la Pompei prima di Pompei. Qui, lo scorso 19 giugno, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue, fino a Boscoreale, Torre Annunziata, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia, dello stupore, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità, degrado, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».

Foto @Valentina Sensi