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IL CASO
29 luglio 2026
IL CASO
San Giuseppe Vesuviano | La gara per i tributi nel mirino dell’ex sindaco, esposto all’Anac
L’ex sindaco Antonio Agostino Ambrosio chiede all’Autorità Anticorruzione di verificare la procedura per la concessione dei servizi di accertamento e riscossione di Cup, Imu e Tari. Nel mirino competenze della Giunta, requisiti del bando e criteri di valutazione
Una gara da milioni di euro finisce sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione. A presentare un esposto all’Anac è Antonio Agostino Ambrosio, ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano, che ha chiesto l’esercizio dei poteri di vigilanza sulla procedura avviata dal Comune per l’affidamento in concessione dei servizi di accertamento e riscossione del Canone Unico Patrimoniale (Cup), Imu, Tari e servizi accessori. Una contestazione articolata, quella presentata dall’ex primo cittadino, che punta il dito contro diversi aspetti della procedura di gara, ritenuta «contrassegnata da probabili e insormontabili profili di illegittimità».
Ambrosio chiede all’Anac di verificare la regolarità degli atti e, qualora vengano confermate le criticità evidenziate, di sollecitare l’eventuale annullamento in autotutela del bando e degli atti collegati. Il primo fronte sollevato dall’ex sindaco riguarda la competenza degli organi comunali. Secondo Ambrosio, la decisione di esternalizzare la gestione dei servizi tributari sarebbe stata assunta senza il necessario coinvolgimento del Consiglio comunale, attraverso atti della Giunta e determinazioni dirigenziali. Una scelta che, secondo l’esposto, violerebbe l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali, che attribuisce al Consiglio competenze sulle modalità di organizzazione dei servizi pubblici e sulle scelte strategiche dell’amministrazione.
L’affidamento previsto, della durata di cinque anni, viene inoltre indicato come un impegno destinato a superare l’orizzonte temporale del bilancio pluriennale, elemento che secondo Ambrosio avrebbe richiesto un passaggio consiliare.Nel mirino anche i requisiti richiesti alle aziende partecipanti. L’ex sindaco sostiene che, a fronte di una concessione di rilevante valore economico e strategico – che riguarda la gestione delle entrate comunali, delle banche dati e del contenzioso – i requisiti economici e tecnici previsti dal bando sarebbero troppo ridotti, con il rischio di consentire la partecipazione anche a soggetti privi di un’adeguata struttura organizzativa.
Un altro capitolo dell’esposto riguarda il sistema di attribuzione dei punteggi. Ambrosio contesta il peso assegnato all’offerta tecnica, che vale 85 punti su 100, evidenziando come una quota significativa della valutazione sarebbe affidata alla discrezionalità della commissione giudicatrice in assenza, secondo il firmatario, di criteri sufficientemente dettagliati e parametri oggettivi. Secondo l’ex sindaco, questa impostazione potrebbe lasciare troppo spazio alla valutazione soggettiva, mettendo a rischio i principi di trasparenza, imparzialità e libera concorrenza.
Infine, vengono contestati alcuni criteri di valutazione dell’offerta tecnica, giudicati da Ambrosio troppo legati ad aspetti formali, come il numero delle risorse impiegate o il possesso di certificazioni, e non abbastanza orientati alla qualità effettiva del servizio di recupero e gestione delle entrate comunali. L’esposto si chiude con una richiesta precisa all’Anac: accertare eventuali violazioni della normativa sugli appalti e dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione, oltre a valutare eventuali iniziative per riportare la procedura nell’alveo della legalità.La vicenda apre dunque un nuovo fronte politico-amministrativo a San Giuseppe Vesuviano, dove il tema della gestione dei tributi e delle entrate comunali torna al centro del dibattito. Ora la palla passa all’Autorità Anticorruzione, chiamata a valutare le osservazioni presentate dall’ex sindaco.

