Napoli, una coccinella per salvare i pini dalla cocciniglia tartaruga
Parte da Napoli la prima sperimentazione al mondo che utilizza una coccinella esotica per contrastare la cocciniglia tartaruga, l’insetto invasivo responsabile della morte di migliaia di pini in Campania e in altre regioni italiane negli ultimi dieci anni.
Nel boschetto della Mostra d’Oltremare sono stati rilasciati circa 100 esemplari di Thalassa montezumae, coleottero originario dell’America Centrale e predatore naturale del parassita.
Il progetto e gli enti coinvolti
La sperimentazione è coordinata dalla Regione Campania, attraverso il Servizio fitosanitario regionale, con il supporto scientifico del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, promossa dal Ministero dell’Agricoltura e realizzata dal Crea Difesa e Certificazione.Il parco della Mostra d’Oltremare è stato scelto come sito pilota perché consente di monitorare sia i pini più giovani sia gli alberi di grandi dimensioni.
L’obiettivo: salvare i pini senza pesticidi
«È un esperimento unico al mondo», ha spiegato l’assessora regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca. Lo scopo è verificare se il predatore naturale possa confermare sul campo i risultati ottenuti in laboratorio, offrendo uno strumento efficace per difendere i pini senza ricorrere ai fitofarmaci chimici, soprattutto nelle aree urbane e lungo la costa.
Il monitoraggio sarà affidato al Servizio fitosanitario regionale e all’Università Federico II, che valuteranno la capacità del coleottero di contenere naturalmente la diffusione della cocciniglia.
Una minaccia diffusa in Italia
Come spiegato dal professor Antonio Garonna, docente di Entomologia della Federico II, la cocciniglia tartaruga del pino è presente in Campania da circa dieci anni e si è ormai diffusa anche in Lazio, Toscana, Marche, Abruzzo e Puglia.
Dopo l’inefficacia dei predatori già presenti in natura, i ricercatori hanno individuato il Thalassa montezumae nelle aree d’origine del parassita, nei Caraibi, dove si è dimostrato altamente efficace nei test di laboratorio.
I risultati attesi
Prima del rilascio sono stati effettuati studi per valutarne l’impatto ambientale e il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato la sperimentazione, ritenendo che non dovrebbero esserci conseguenze negative per l’ecosistema.
Gli esperti precisano che la lotta biologica richiederà tempo. L’obiettivo non è eliminare completamente la cocciniglia, ma raggiungere un equilibrio naturale tra predatore e parassita, riducendo la popolazione dell’insetto a livelli che non compromettano la sopravvivenza dei pini. I primi risultati potrebbero emergere già dal prossimo anno, con la verifica della sopravvivenza e della riproduzione dei coleotteri rilasciati.

