In Polonia scoperta la «truffa delle targhe polacche», il governo corre ai ripari
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30 luglio 2026
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In Polonia scoperta la «truffa delle targhe polacche», il governo corre ai ripari

Il boom tra Napoli e Caserta finisce al centro dei controlli del governo di Varsavia
Andrea Ripa

Il caso è esploso sui giornali polacchi all’inizio di luglio. Lo hanno ribattezzato senza giri di parole “la truffa napoletana” – przekręt neapolski – e ora il governo di Varsavia ha deciso di intervenire con una stretta che potrebbe avere effetti diretti su migliaia di automobilisti campani. Al centro dell’inchiesta c’è il boom di auto e scooter che circolano a Napoli con targa polacca: secondo le stime riportate dal Post, sarebbero circa 40mila veicoli nel capoluogo campano, su un totale di 68mila targhe polacche censite in tutta Italia. Un fenomeno cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni e che, secondo le autorità polacche, starebbe producendo costi rilevanti per il sistema assicurativo di Varsavia, con il rischio di aumenti delle polizze per gli automobilisti polacchi.

La storia, però, non nasce a Napoli. Il meccanismo era stato utilizzato inizialmente nel Nord Italia per ridurre il peso del superbollo su auto di grossa cilindrata. Negli ultimi cinque anni il sistema ha trovato una diffusione enorme all’ombra del Vesuvio: nel 2024 si stimavano già 35mila targhe polacche a Napoli, mentre nel 2025 sarebbero state 14mila le nuove targhe straniere registrate al Reve, il registro dei veicoli esteri.

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E non c’è solo la Polonia. Sempre più frequenti sono anche le targhe CZ della Repubblica Ceca e BG della Bulgaria, soprattutto tra Napoli e Caserta, dove lo schema verrebbe replicato attraverso intermediari e società di noleggio.Il punto chiave è la legge del 2022 che vieta a chi risiede in Italia di circolare con un’auto di proprietà immatricolata all’estero. Il sistema, però, sfrutta una zona grigia: il divieto non riguarda il noleggio.In pratica, il vecchio proprietario cancella il veicolo dal Pra, lo fa reimmatricolare all’estero a nome di un intermediario – spesso un’agenzia – e poi prende lo stesso veicolo a noleggio. Così può continuare a circolare in Italia con targa polacca.Il vantaggio economico è enorme.

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A Napoli una Rc Auto può superare facilmente i 1.500 euro l’anno, mentre con il sistema delle targhe estere il costo scende spesso a poche centinaia di euro, con risparmi anche sul bollo.Ma il problema non è solo fiscale. Le autorità segnalano che i veicoli con targa straniera sfuggono più facilmente alle notifiche delle multe e rendono più complessa la gestione dei risarcimenti in caso di incidente. In alcuni casi, inoltre, sarebbero state utilizzate assicurazioni false o irregolari.

A far scattare l’allarme a Varsavia sono stati circa 1.500 sinistri che hanno coinvolto veicoli con targa polacca in altri Paesi europei. Quando il veicolo risulta non assicurato, il risarcimento viene anticipato dal Fondo vittime della strada italiano, che poi si rivale sul fondo omologo polacco, con un impatto economico sempre più pesante.La contromossa del ministero delle Infrastrutture polacco è già partita: per i veicoli immatricolati in Polonia sarà necessario effettuare la revisione in un’officina polacca e certificare il controllo con una fotografia, non più con una semplice ricevuta.

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La misura recepisce una decisione dell’Unione europea destinata a essere adottata da tutti gli Stati membri.Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli sostiene che il fenomeno sia ormai «insostenibile su scala europea», ma avverte che il problema non si risolverà inseguendo le targhe straniere. «Finché non si interverrà sulle storture del sistema assicurativo italiano, il più caro d’Europa – afferma Borrelli – assisteremo soltanto a una migrazione continua: ieri la Polonia, oggi Bulgaria e Repubblica Ceca, domani chissà».

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Il parlamentare rilancia la proposta della tariffa unica per gli automobilisti senza sinistri, denunciando quella che definisce una discriminazione territoriale: «È inaccettabile che un guidatore virtuoso residente a Napoli paghi premi tripli o quadrupli rispetto a chi vive altrove con la stessa classe di merito».La stretta di Varsavia potrebbe segnare l’inizio della fine di uno dei fenomeni più controversi della mobilità campana. Ma la domanda che resta aperta è un’altra: se l’Rc Auto a Napoli continuerà a essere tra le più care d’Italia, quanti automobilisti saranno davvero disposti a rinunciare a queste scorciatoie?