Strage della funivia, ecco i dettagli dei sopralluoghi dei tecnici sul Faito
Sono passati settanta giorni da quel disastro che ha segnato per sempre la storia di Castellammare e del monte Faito.…
Mentre i ristoranti chiudono e posti di lavoro svaniscono, la verità sulla strage della funivia del Faito dovrà ancora attendere. A oltre un anno dal crollo della cabina precipitata il 17 aprile 2025 lungo il versante della montagna causando la morte di quattro persone e il ferimento di un passeggero, l’inchiesta entra in una nuova fase di attesa.
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I tecnici nominati dal tribunale di Torre Annunziata hanno chiesto all’ultima udienza che si è celebrata ad inizio luglio, un ulteriore rinvio per la consegna della relazione finale che, come annunciato dalla Procura, era prevista per l’inizio del mese di luglio. Una richiesta motivata dalla mole di materiale ancora da esaminare. La quantità di elementi raccolti durante l’incidente probatorio si è rivelata superiore alle previsioni iniziali: una montagna di dati, reperti e documentazioni tecniche che gli esperti incaricati dal giudice devono analizzare prima di arrivare alle conclusioni definitive sulle cause del disastro.
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L’obiettivo della perizia resta quello di ricostruire ogni secondo di quei pochi istanti che hanno trasformato una giornata di festa in tragedia. La cabina, dopo aver raggiunto la quota di circa 1100 metri, a pochi secondi dall’arrivo alla stazione di monte, avrebbe iniziato a perdere la presa sui sistemi di trazione fino al distacco e alla successiva caduta sul costone del Faito. Ma resta ancora da chiarire quale sia stato l’elemento decisivo che ha determinato il cedimento. Un lavoro complesso che coinvolge una squadra di tecnici chiamati a mettere insieme tasselli diversi: analisi meccaniche, simulazioni, documentazione amministrativa e ricostruzioni ingegneristiche.
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Ogni elemento dovrà essere incrociato per stabilire se il disastro sia stato provocato da un guasto improvviso, da un problema legato alla manutenzione, da errori nei controlli oppure da una combinazione di più fattori. L’incidente probatorio vede coinvolti tutti i consulenti nominati dagli indagati e dalle parti offese: una platea di circa trenta tecnici che hanno partecipato ai sopralluoghi e alle attività di approfondimento. Un numero di professionalità che testimonia la complessità dell’indagine e la necessità di arrivare a una ricostruzione condivisa e inattaccabile. La Procura di Torre Annunziata,, ipotizza i reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Nel registro degli indagati figurano 25 persone, tra dirigenti, tecnici, dipendenti dell’Eav, professionisti e rappresentanti delle aziende che negli anni hanno lavorato sull’impianto. Tra gli indagati anche l’ex presidente di Eav Umberto De Gregorio, in qualità di legale rappresentante della società che gestisce la funivia.