Bambina nata morta ad Acerra, indagato un medico
LA TRAGEDIA
2 agosto 2026
LA TRAGEDIA

Bambina nata morta ad Acerra, indagato un medico

La Procura di Nola ha aperto un'inchiesta
Tiziano Valle

Un dramma familiare che si trasforma in un’inchiesta giudiziaria e nella ricerca di una verità dolorosa. È la storia di una coppia campana che, lo scorso 13 luglio, ha perso la propria bambina, venuta alla luce senza vita in una clinica di Acerra, in provincia di Napoli. Quello che doveva essere il giorno più felice per A.P., 43 anni, e per sua moglie G.R., di 45, si è trasformato in una tragedia segnata da dubbi e domande rimaste senza risposta.

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La bugia ai genitori

In un primo momento, ai genitori era stato riferito che la piccola era deceduta nel grembo materno a causa del cordone ombelicale stretto attorno al collo. Ma a distanza di pochi giorni dal tragico evento e dopo la tumulazione della neonata, nei genitori è maturata la convinzione che qualcosa non fosse andato per il verso giusto. Assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, il 20 luglio la coppia si è presentata alla stazione dei Carabinieri per sporgere denuncia e chiedere agli investigatori di fare piena luce sulle ultime ore di gravidanza.

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La testimonianza

«Ci avevano detto che la nostra bimba era morta perché strangolata dal cordone ombelicale, ma dall’analisi dell’ultimo tracciato a cui è stata sottoposta mia moglie è emersa una sofferenza fetale che secondo noi è stata ignorata dal medico», ha raccontato il padre, dando voce a un sospetto che ha spinto la Procura di Nola ad aprire un fascicolo d’inchiesta. Nel registro degli indagati è finito il ginecologo che ha seguito la donna, nei cui confronti si ipotizza il reato di interruzione colposa di gravidanza, un atto dovuto per consentire tutti gli accertamenti del caso.

La ricostruzione della famiglia

Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, la gravidanza aveva avuto un decorso del tutto regolare. I problemi sarebbero emersi durante un’ecografia pre-parto eseguita l’11 luglio in regime di intramoenia all’interno della stessa clinica. In quell’occasione, secondo la coppia, il medico avrebbe trascurato segnali d’allarme e anomalie che avrebbero dovuto richiedere maggiore attenzione. Due giorni dopo, il 13 luglio, la donna si è presentata in clinica per il parto, ma dai controlli è emersa la terribile verità: l’assenza del battito cardiaco della nascitura.

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La tragedia in sala operatoria

A nulla è servita la corsa in sala operatoria per un taglio cesareo d’urgenza; la neonata è venuta al mondo già priva di vita. L’esposto dei genitori ha dato il via a una serie di atti d’indagine incisivi. La magistratura ha disposto il sequestro della documentazione medica e la riesumazione del corpicino della bambina, sul quale due giorni fa è stata eseguita l’autopsia. Saranno ora gli esami medico-legali e le perizie della Procura a stabilire se la tragedia fosse evitabile e se vi siano state negligenze o sottovalutazioni da parte del personale sanitario.