«Tra cinque anni saremo in Serie A»: il Savoia si presenta e accende l’entusiasmo di Torre Annunziata
Foto di Antonio Vista
LA PRESENTAZIONE
2 agosto 2026
LA PRESENTAZIONE

«Tra cinque anni saremo in Serie A»: il Savoia si presenta e accende l’entusiasmo di Torre Annunziata

Alessandra Boccia

C’è stato un momento, durante la presentazione del Savoia andata in scena ieri sera al Rena Nera, in cui il futuro si è plasmato nelle parole. La promessa pronunciata dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia non è soltanto l’annuncio di un’ambizione, ma il manifesto di un progetto che guarda lontano e che, davanti a centinaia di tifosi, trova nella passione di un’intera città la sua forza più grande. Perché quella andata in scena a Torre Annunziata non è stata una semplice presentazione della squadra e dello staff che affronteranno il campionato di Serie C 2026/2027.

È stata la festa di una comunità che si riconosce nei colori biancoscudati. Bandiere al vento, maglie del Savoia ovunque, cori continui e un entusiasmo che ha accompagnato ogni istante della serata hanno trasformato il Rena Nera in una curva a cielo aperto. L’impressione, osservando gli sguardi dei presenti, era quella di assistere a qualcosa che andava oltre il calcio: il racconto di un’identità che continua a passare attraverso quella maglia.

Nel suo intervento, Emanuele Filiberto ha ripercorso il cammino della società, definendolo il frutto della resilienza e della capacità di restare uniti anche nei momenti più difficili. La promozione in Serie C, conquistata nella scorsa stagione, rappresenta soltanto una tappa di un progetto destinato a crescere. Da qui la promessa che ha infiammato la piazza: riportare il Savoia ai massimi livelli del calcio italiano.

A ribadire la fiducia nel lavoro della società è stato anche il presidente Nazario Matachione, che ha parlato con l’entusiasmo di un tifoso prima ancora che di un dirigente. Ha confidato il desiderio di vedere il Savoia giocare a Catania in questa stagione, una delle piazze più prestigiose del campionato. Un traguardo simbolico che, nelle sue parole, rappresenterebbe un’altra tappa del percorso di crescita del club, sottolineando come squadra e società abbiano tutte le qualità per affrontare con personalità il ritorno tra i professionisti.

Tra gli interventi più sentiti anche quello del nuovo club manager Lucio D’Avino, già presidente della Juniores nelle ultime due stagioni, emblema del legame unico tra Torre Annunziata e il Savoia: «Qui ogni bambino prima è tifoso del Savoia e poi diventa uomo». Poche parole capaci di spiegare meglio di qualsiasi discorso cosa rappresentino questi colori per la città.

Poi sono stati presentati il direttore generale Salvatore Romano, il direttore sportivo Davide Mignemi, il direttore tecnico Emanuele Calaiò, il team manager Riccardo Maglione, confermato nel suo incarico, e tutto lo staff tecnico guidato da Alessandro Formisano. Hanno raccontato di un ritiro intenso, durante il quale nuovi acquisti e giocatori riconfermati hanno costruito fin da subito un gruppo unito, pronto ad affrontare le sfide della Serie C con spirito di sacrificio e identità.

L’abbraccio più intenso è arrivato al momento della presentazione dei calciatori. Uno dopo l’altro hanno ricevuto il saluto della tifoseria, tra cori personalizzati e applausi. Tutti hanno parlato dell’orgoglio di indossare la maglia del Savoia, ma sono state soprattutto le emozioni a parlare.

È questa l’immagine che resta della serata: non il volto di un singolo protagonista, ma quello di un’intera città pronta a riprendere il proprio posto accanto alla squadra. La stagione deve ancora cominciare, ma il messaggio è già chiaro: il Savoia torna in Serie C sostenuto da una piazza che non ha mai smesso di crederci. E, almeno per una sera, anche il sogno della Serie A è sembrato un po’ meno distante.