Sorrento, salvata in ospedale la sub che rischiava di morire
SANITA'
6 agosto 2026
SANITA'

Sorrento, salvata in ospedale la sub che rischiava di morire

La lettera aperta dei familiari ai medici
Vincenzo Lamberti

Sorrento/Massa Lubrense. Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda della donna sub di 53 anni rimasta vittima di un grave malore durante un’immersione al largo delle coste di Massa Lubrense qualche giorno fa.

Il ricovero in ospedale. 

La paziente, che ha superato la fase critica e mostra continui e netti miglioramenti, nella giornata di oggi è stata finalmente dimessa dall’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Sorrento per far ritorno a casa.Un lieto fine reso possibile dalla tempestività dei soccorsi e dalla dedizione dell’équipe medica del presidio ospaziale costiero. Dopo l’allarme e il ricovero d’urgenza, la donna è stata assistita nel reparto di Anestesia e Rianimazione. Un passaggio fondamentale è avvenuto dopo 48 ore di apprensione, quando la paziente è stata estubata con successo. Successivamente, è stata trasferita presso il reparto di Cardiologia e UTIC, sotto la cura del dottor Iaccarino, dove è stata sottoposta al completamento del percorso diagnostico fino alla completa stabilizzazione e alle dimissioni odierne.

La lettera aperta dei familiari

A coronare la felice conclusione della vicenda è giunta una toccante lettera aperta indirizzata alla dott.ssa Maria Amparo Manganaro, Responsabile della Direzione Medica di Presidio dell’Ospedale di Sorrento. Nella nota, i familiari della subacquea hanno voluto esprimere pubblicamente la loro profonda gratitudine a tutti gli operatori sanitari coinvolti.«Desideriamo esprimere tutta la nostra gratitudine per la professionalità e l’umanità dimostrata dai medici, dagli infermieri e da tutta l’équipe del reparto U.O.C. di Anestesia e Rianimazione e del reparto di Cardiologia e UTIC», si legge nel testo firmato dai congiunti.

Una difesa dell’ospedale e del personale sanitario

Nella lettera, i familiari hanno voluto porre l’accento non solo sulle competenze mediche, ma anche sul valore umano e sulla qualità dell’assistenza ricevuta, soffermandosi sulla gestione del rapporto medico-paziente nei momenti di maggiore sconforto:«Ci teniamo a sottolineare la profonda umanità nel rapportarsi con noi familiari, accogliendo le nostre ansie e paure con spiegazioni dettagliate rese con pazienza e parole comprensibili anche a chi non è addetto ai lavori. Nonostante i turni massacrati a cui è quotidianamente sottoposto, il personale medico non solo è intervenuto tempestivamente per salvarle la vita, ma ha anche dimostrato un’incessante attenzione nella cura dei pazienti». I parenti della donna hanno infine speso parole di difesa per la struttura sanitaria di Sorrento, spesso bersaglio di critiche ingenerose online: «Diversamente dalla ricorrente vulgata denigratoria spesso diffusa sui social network, dove si tende a generalizzare singoli episodi danneggiando l’immagine del presidio ospedaliero di Sorrento, ci teniamo a rimarcare come, tra mille difficoltà e carenza di risorse, si cerchi di salvare vite umane quotidianamente. Riteniamo giusto e doveroso esternare la nostra gratitudine anche nei momenti in cui le condizioni cliniche della paziente lasciavano presagire le prospettive più drammatiche».Un messaggio di speranza e un riconoscimento al lavoro in corsia che, in questa occasione, ha permesso a una passione sportiva finita a rischio tragedia di trasformarsi in una storia a lieto fine.