Sub nei pozzi di Terzigno per trovare l’imprenditore scomparso Francesco Vorraro
L'INCHIESTA
7 agosto 2026
L'INCHIESTA

Sub nei pozzi di Terzigno per trovare l’imprenditore scomparso Francesco Vorraro

Le indagini sono coordinate dalla Dda sulla vicenda dell'imprenditore rapito e fatto sparire
Andrea Ripa

Sono ripartite con forza negli ultimi giorni le ricerche del corpo di Francesco Vorraro, l’imprenditore 58enne originario di Poggiomarino e residente a Somma Vesuviana, scomparso nel nulla il 9 febbraio 2026. Gli investigatori stanno concentrando gli sforzi sulla seconda e più drammatica fase della vicenda: quella dell’occultamento del cadavere. Le attività, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli con il pm Giuseppe Visone e condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, si stanno svolgendo in alcune aree a ridosso del cimitero di Terzigno.

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Con il supporto di unità specializzate subacquee, sono stati ispezionati pozzi, cisterne e cavità presenti nella zona, ritenuti luoghi potenzialmente compatibili con un possibile occultamento del corpo.

Gli affari di Vorraro dietro il rapimento e la scomparsa dell’imprenditore di Poggiomarino

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Le ricerche sono ancora in corso. L’inchiesta ha già segnato una svolta pesantissima. Dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari, quattro persone sono finite sotto indagine con accuse gravissime: sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dalla finalità mafiosa, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Gli indagati sono Nunzio Mariano Avino (33 anni), Luigi Fraschetti (34), Elio Marchisiello (34) e Gaetano Miranda (32).

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Vorraro sarebbe stato attirato in una trappola, quindi prelevato con la forza e condotto in un luogo ancora non individuato. Gli investigatori ritengono che l’imprenditore sia morto la stessa sera del rapimento e che il suo corpo sia stato successivamente fatto sparire per cancellare ogni traccia. Alla base del sequestro ci sarebbero questioni economiche legate ad affari all’estero, un contesto che avrebbe portato alla richiesta estorsiva e, successivamente, alla morte della vittima. Proprio per la presenza dell’aggravante mafiosa, il fascicolo è stato affidato alla Dda di Napoli.Il ritrovamento del corpo rappresenta ora il tassello decisivo dell’inchiesta.

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Gli investigatori stanno cercando riscontri oggettivi alle dichiarazioni raccolte e agli elementi emersi nel corso delle indagini. Le operazioni nell’area di Terzigno vengono condotte nel massimo riserbo, con l’obiettivo di verificare ogni possibile punto di occultamento.Per la famiglia Vorraro, che da febbraio vive nell’angoscia e nell’attesa, queste nuove ricerche riaccendono una speranza dolorosa: quella di poter almeno recuperare il corpo del proprio caro e ottenere finalmente una risposta definitiva su una vicenda che continua a scuotere profondamente l’intero territorio vesuviano.