Sorrento al voto dopo il rischio scioglimento, Piantedosi: «Non abbiamo archiviato tutto»
IL MINISTRO
8 agosto 2026
IL MINISTRO

Sorrento al voto dopo il rischio scioglimento, Piantedosi: «Non abbiamo archiviato tutto»

Il ministro dell’Interno spiega la scelta di non sciogliere il Comune: prescrizioni e monitoraggio per verificare il cambio di passo della macchina amministrativa.
Marco Cirillo

Sorrento non è stata sciolta, ma la vicenda che ha portato all’accesso ispettivo non può essere considerata definitivamente chiusa. È questo il senso delle parole pronunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Sorrento, durante “Bar Italia”, intervenendo sul provvedimento adottato dopo l’analisi della situazione amministrativa della città.

La scelta dopo l’accesso
Piantedosi ricostruisce la decisione partendo dalle particolari condizioni in cui si trovava Sorrento. La città era stata sottoposta a un’attività ispettiva della commissione d’accesso e la relazione aveva evidenziato elementi tali da poter sostenere anche una proposta di scioglimento. Nel frattempo, però, gli amministratori si erano dimessi e il Comune aveva già attraversato un periodo di commissariamento ordinario. «Sorrento che pure fu oggetto di analisi con accesso ispettivo e relazione, e con una proposta che avrebbe potuto giustificare uno scioglimento, ma Sorrento aveva vissuto un anno di commissariamento ordinario». Secondo il ministro, quella situazione ha avuto una sua logica sulla scelta finale, arrivata alla vigilia del ritorno alle urne: «Andava ad elezioni e abbiamo ritenuto di consentire ai sorrentini di scegliersi i propri riferimenti territoriali».

Le prescrizioni restano
La decisione, però, non equivale a una cancellazione delle criticità emerse. Il provvedimento ha previsto una serie di prescrizioni da attuare e sottoporre a verifica nel tempo. «Facendolo con un provvedimento che però non archiviava del tutto ma dava prescrizioni da realizzare per un periodo congruo che noi analizzeremo perché altrimenti il processo potrebbe ripartire». È proprio questo il punto che Piantedosi rimarca: il Comune resta sotto osservazione rispetto alle misure richieste dopo l’accesso.

Gli scandali e il cambio di fase
La vicenda si inserisce in una stagione particolarmente delicata per Sorrento, segnata dall’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti e da ulteriori episodi finiti sotto la lente degli investigatori. L’attività ispettiva, da quel che si apprende, avrebbe preso in esame anche il tema degli abusi edilizi, presunte intimidazioni attribuite a persone pregiudicate e l’aggressione denunciata da un ambientalista. Piantedosi definisce quello di Sorrento «un caso paradigmatico», nel quale le istituzioni hanno dovuto verificare se le anomalie potessero essere superate senza arrivare alla misura più drastica dello scioglimento.

Il Comune sotto osservazione
Ora la fase politica è ripartita con l’elezione del nuovo sindaco Corrado Fattorusso, ma il percorso amministrativo dovrà misurarsi con le prescrizioni e con il monitoraggio previsto. Il ministro parla infatti di un «affiancamento» che rappresenta anche «un’osservazione che sta facendo la Prefettura». E lascia aperta la possibilità che il percorso venga nuovamente valutato qualora le criticità non venissero superate: «Mi auguro non ci sia più il ripetersi dei problemi del passato». Sorrento, dunque, resta sotto la lente. La città ha avuto la possibilità di scegliere i propri nuovi amministratori, ma dovrà dimostrare nel tempo di aver recepito le indicazioni emerse dall’accesso. Il mancato scioglimento non chiude definitivamente il capitolo: lo trasforma in un percorso di controllo, prescrizioni e responsabilità.