Castellammare | Camorra e ambulanze, l’appalto del Comune alla ditta amica dei D’Alessandro
IL DOSSIER SULLO SCIOGLIMENTO
9 agosto 2026
IL DOSSIER SULLO SCIOGLIMENTO

Castellammare | Camorra e ambulanze, l’appalto del Comune alla ditta amica dei D’Alessandro

Gli 007 contestano un affidamento da mille euro alla New life. Ma l’azienda ha incassato decine di migliaia di euro dall’Asl
Michele De Feo

Un affidamento diretto da mille euro ad una ditta poi confiscata perché era in odore di camorra. Tanto è bastato alla commissione prefettizia inviata dal Viminale per inserire nel dossier che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Castellammare la vicenda giudiziaria che ha riguardato Daniele Amendola, l’imprenditore titolare di una ditta per il trasporto malati e legato al ras del clan D’Alessandro Antonio Rossetti. Alla «New Life», poi confiscata lo scorso marzo, gli uffici comunali di Castellammare hanno affidato una commessa per il servizio di soccorso con ambulanza in occasione della Festa dello Sport, che si tenne il 15 giugno 2025 in piazza Matteotti.

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Le mani del clan D’Alessandro nella sanità e nel servizio per il trasporti malati e del 118 all’ospedale San Leonardo…

Il valore dell’appalto era di appena mille euro, ma per gli 007 questo affidamento sarebbe l’ennesima prova della mancata impermeabilità del Comune alle infiltrazioni del clan D’Alessandro negli affari della cosa pubblica. Per la commissione prefettizia, infatti, l’ente — per un appalto di appena mille euro — non avrebbe dovuto ricorrere all’affidamento diretto, poiché il settore del servizio di trasporto malati sul territorio stabiese è da sempre vulnerabile alle interferenze della camorra e che, per questo, gli uffici comunali avrebbero dovuto effettuare un approfondimento istruttorio prima di affidare la commessa. Nel dossier dello scioglimento è inoltre inserita una sintesi di quella che è l’inchiesta dell’Antimafia che ha poi portato alla confisca della New Life e alla condanna di primo grado a 3 anni e 2 mesi per Daniele Amendola.

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Ambulanze e camorra, confiscata la «New life»,  la ditta per l’Antimafia gestita direttamente dal clan D’Alessandro e che si occupava…

Proprio da quella indagine è emerso che l’azienda da anni lavorava, con una convenzione dell’Asl Napoli 3 Sud, in maniera monopolistica nell’ospedale San Leonardo e presso altre strutture private del territorio, avvalendosi della forza intimidatrice della cosca di Scanzano. La stessa con cui, sostiene l’Antimafia, la «New Life» riusciva ad essere l’unica azienda a prestare il servizio ambulanza alle partite casalinghe della Juve Stabia. Ma basta fare due conti con la calcolatrice per rendersi conto che la vera parte consistente del fatturato dell’azienda proveniva proprio dall’Asl Napoli 3 Sud, l’ente che gestisce la sanità pubblica sul territorio.

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Siedono sui banchi del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia ininterrottamente dagli anni ’90; nell’ospedale San Leonardo sono i rappresentanti…

La figura di Amendola (incensurato fino a sentenza definitiva) è strettamente legata, per gli investigatori, a quella del ras del clan D’Alessandro Antonio Rossetti. «O’ Guappone», recluso dal 2023 al 41 bis, era conosciuto negli ambienti criminali come il «boss delle ambulanze», proprio per i suoi interessi nel business del trasporto malati. Negli ambienti della sanità locale si era prima infiltrato, secondo l’Antimafia, costituendo la «Croce Verde» e poi con la «New Life», avvalendosi della collaborazione dei cugini e imprenditori Alfonso Arpaia e Daniele Amendola. Va precisato che il primo è ancora sotto processo nell’ambito dell’indagine Cerberus, mentre le accuse, per quel che concerne l’intestazione fittizia della società per Amendola, hanno subito uno stop al Tribunale del Riesame. Il gestore della New Life, finito in manette lo scorso novembre, è stato appunto condannato per il reato di illecita concorrenza con aggravante mafiosa.

Il killer pentito «L’ospedale nelle mani dei D’Alessandro»

«In ogni reparto il clan D’Alessandro ha i suoi contatti. Medici e infermieri stanno con la cosca di Scanzano». L’inchiesta che ha portato all’arresto di Daniele Amendola e alla confisca della New lifea si fonda principalmente sui retroscena svelati dall’ex killer Pasquale Rapicano, passato a collaborare con la giustizia nel 2020. Il colaboratore di giustizia, nel corso dei suoi interrogatori, ha raccontato ai magistrati decine di episodi che documenterebbero le infiltrazioni del clan D’Alessandro negli affari della sanità pubblica. Nell’ultima inchiesta dell’Antimafia sul clan D’Alessandro è riportata un’ambientale durante la quale emergono le mire della cosca sul nuovo ospedale