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Il venerdì sera comincia la conta. Auto in coda, clacson, scooter che cercano una via di fuga e, sempre più spesso, finiscono sui marciapiedi. È una scena che a Castellammare di Stabia non ha nulla di eccezionale: si ripete da anni, soprattutto nel fine settimana, quando il centro cittadino si riempie e la viabilità va in affanno anche per via dell’attivazione della Ztl sul lungomare. Un elemento, quest’ultimo, che dovrebbe essere una comodità per i cittadini ma che per la mancanza di servizi essenziali si trasforma in un disagio. Dalle 22 fino a notte fonda, piazza Umberto e le strade circostanti diventano il punto di incontro di due emergenze mai realmente risolte: i controlli che si fanno intermittenti e la cronica mancanza di parcheggi. A segnalarlo sono ancora una volta i residenti. «Gli scooter continuano ininterrottamente a circolare sui marciapiedi, la città è diventata una giungla», racconta uno di loro.
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Non è soltanto una questione di decoro. Il passaggio di motocicli sulle aree riservate ai pedoni rappresenta una violazione del Codice della strada e soprattutto un rischio concreto per chi cammina. Anziani, bambini e famiglie si ritrovano costretti a scansarsi mentre il marciapiede, da spazio protetto, diventa una corsia alternativa. Il punto è che Castellammare questo problema lo conosce da tempo. Le amministrazioni comunali e le commissioni prefettizie che si sono succedute a Palazzo Farnese hanno provato ad affrontarlo proprio attraverso l’aumento dei controlli. E quando la presenza degli agenti è costante, il fenomeno inevitabilmente arretra. Poi, quando i servizi diminuiscono o si concentrano soltanto in alcune fasce orarie, gli scooter tornano sui marciapiedi. Una sorta di elastico che racconta quanto la risposta sia ancora affidata più alla pressione dei controlli che a una strategia stabile di governo della mobilità.
Ad Agosto il problema si amplifica. Castellammare è diventata una destinazione sempre più frequentata e il centro, tra ristoranti, locali, passeggio e vicinanza al lungomare, registra un aumento dei flussi proprio nelle ore in cui la città è più fragile. Il venerdì, il sabato e la domenica sera l’afflusso di auto e moto si somma a quello dei visitatori e il sistema finisce per andare in saturazione. Non basta, allora, chiedere agli automobilisti di lasciare l’auto fuori dal centro se fuori dal centro non esiste ancora una rete di parcheggi e collegamenti capace di rendere quella scelta realmente praticabile.
È il secondo grande capitolo della storia: i parcheggi. A Castellammare la loro carenza è un problema atavico, discusso da anni e mai definitivamente affrontato con un piano organico. Non mancano le idee, né i progetti annunciati. Mancano, soprattutto, tempi certi e una rete che permetta di intercettare il traffico prima che raggiunga il cuore della città.
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Tra le opere più attese c’è il collegamento tra il centro e il Solaro. Il progetto Eav prevede un ascensore inclinato, percorsi pedonali e un parcheggio di interscambio sulla collina, con l’obiettivo di lasciare l’auto in quota e raggiungere il centro senza attraversarlo in macchina. L’idea è sul tavolo da anni: nel tempo è stata annunciata, rallentata e riproposta. Nel 2026 ha fatto passi avanti con una nuova conferenza dei servizi, ma il percorso non può ancora essere considerato concluso.
Non è l’unico tassello mancante. C’è anche il progetto per aprire un secondo varco da via De Gasperi verso il parcheggio della Ferrovia dello Stato. Un intervento che avrebbe una logica semplice: intercettare direttamente le auto provenienti dalla parte nord della città, evitando che attraversino traversa Mele, via Raiola, via Roma e piazza Matteotti prima di arrivare all’area di sosta. Ma anche questo collegamento è legato alla riapertura del tratto di strada interessato dal Rivo San Marco e procede con tempi che non rispondono all’urgenza della situazione.