“PMA sicura e tracciabile”: le parole dell’embriologo Favero
FECONDAZIONE
14 agosto 2026
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“PMA sicura e tracciabile”: le parole dell’embriologo Favero

Le parole dell'embriologo Favero relative ai casi di PMA: "I laboratori devono adottare una cultura non punitiva"
Serena Uvale

I recenti casi di cronaca avvenuti a Milano e Napoli, legati a presunti scambi di campioni biologici nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), hanno comprensibilmente allarmato chi si avvicina a questo percorso. Tuttavia, secondo Federico Favero, embriologo responsabile del laboratorio Arcster, ci troviamo di fronte a un caso eccezionale che non deve scalfire la fiducia nella sicurezza complessiva della disciplina.

L’embriologia clinica è oggi una delle branche mediche a maggiore tracciabilità e controllo, applicando una logica rigorosa simile a quella dell’aviazione civile. A confermarlo sono i numeri: secondo i dati più recenti della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (Eshre), la frequenza di scambio di gameti o embrioni si attesta su percentuali estremamente basse, comprese tra lo 0,001% e lo 0,002%.

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Per l’esperto, ridurre l’accaduto a una semplice colpa individuale attribuita agli operatori è un approccio fuorviante. La domanda fondamentale da porsi non è semplicemente chi ha sbagliato, ma quali circostanze abbiano permesso a un errore di superare un sistema progettato proprio per intercettarlo. Ispirandosi al modello aeronautico, i laboratori devono adottare una cultura della sicurezza non punitiva. Questo significa imparare non solo dagli errori gravi, ma soprattutto dai cosiddetti “near miss” (le anomalie bloccate prima che abbiano conseguenze), incoraggiando i professionisti a segnalare ogni criticità senza timore. Un clima di colpevolizzazione, al contrario, rischia di disincentivare le segnalazioni e bloccare il miglioramento continuo dei protocolli.

Nell’immaginario comune, il lavoro dell’embriologo si limita agli aspetti strettamente tecnici, come l’osservazione degli ovociti o la valutazione degli embrioni. In realtà, gran parte dell’attività quotidiana è dedicata alla verifica costante dell’identità dei campioni. Come sottolinea Favero, la tracciabilità non si esaurisce in un controllo iniziale e finale, ma accompagna ogni singolo passaggio: proteggere queste cellule biologiche significa preservarne le condizioni ottimali e garantirne, in modo inequivocabile e continuo, l’appartenenza ai legittimi pazienti.