Chef Matiz ospite del Caseificio De Gennaro a Vico Equense
C’è un profumo che accoglie prima ancora dello sguardo: quello del latte caldo, della cagliata che prende forma, del lavoro antico che resiste alle mode. È dentro questa atmosfera che ieri lo chef internazionale Jimmy Matiz, volto emergente della cucina contemporanea, ha varcato la soglia del Caseificio De Gennaro di Vico Equense, una delle istituzioni della tradizione lattiero‑casearia della penisola sorrentina. Una visita attesa, quasi uno scambio di cortesie tra due eccellenze che parlano la stessa lingua: quella della qualità. Matiz è arrivato di buon mattino, quando la produzione è nel suo momento più vivo.
Ha stretto mani segnate dal mestiere, ha osservato in silenzio la danza dei casari che modellano la pasta filata con gesti precisi, tramandati da generazioni. «Qui si sente la verità del prodotto e la loro famiglia produce formaggio da quattro generazioni», ha commentato mentre seguiva da vicino la lavorazione del fiordilatte e con gli occhi colmi di meraviglia gustava il Provolone del Monaco DOP, fiore all’occhiello del caseificio.La famiglia De Gennaro, che da decenni custodisce questo sapere, lo ha guidato tra vasche, sale di maturazione e ambienti dove il tempo sembra rallentare. Ogni passaggio è stato raccontato come una storia: la scelta del latte, il controllo delle temperature, la filatura, la salatura. Matiz ascoltava, annusava, assaggiava. «La tecnica è importante, ma è il territorio che fa la differenza», ha detto mentre degustava una mozzarella appena nata, ancora tiepida.
La visita si è trasformata presto in un dialogo creativo. Lo chef ha immaginato abbinamenti, ha chiesto dettagli sulle stagionature, ha confrontato metodi e visioni. Da parte del caseificio, orgoglio e curiosità: vedere un professionista di fama internazionale interessarsi così da vicino alla loro produzione è stato un riconoscimento non solo commerciale, ma culturale. Il momento più atteso è stato quello della degustazione finale, un piccolo rito che ha unito due mondi: la cucina d’autore e l’artigianato caseario. Sul tavolo, una selezione dei prodotti simbolo del caseificio: provola affumicata, ricotta di giornata, caciotte semistagionate.
Matiz ha assaggiato con lentezza, annotando sensazioni, cercando connessioni. «Questi sapori raccontano la vostra storia. È un patrimonio che va protetto», ha sottolineato. La giornata si è chiusa con una promessa: trasformare questa visita in un futuro progetto condiviso. Un “sposalizio” tra la creatività dello chef e la solidità della tradizione vicana. Un incontro che non è solo gastronomico, ma identitario: la conferma che le eccellenze del territorio, quando dialogano, generano valore, cultura e nuove possibilità.
E non poteva mancare una piccola creazione che ha unito la straordinaria creatività dello chef internazionale e i prodotti a km 0 di De Gennaro: una piccola amuse-bouche ispirata al viaggio: gelato provolone del Monaco e pesche. Vico Equense, ancora una volta, si conferma crocevia di sapori e talenti. E il Caseificio De Gennaro, con la sua storia e la sua autenticità, continua a essere uno dei luoghi dove la tradizione non si conserva soltanto: si rinnova, si racconta, si condivide.

