I luoghi d'arte campani fanno il pieno di visitatori. A Ferragosto vince la cultura
Numeri alla mano, sono stati circa 470 mila gli ingressi nei luoghi della cultura statali aperti nel lungo ponte del…
Il Ferragosto in Campania ha due anime. Quella piu’ nota, delle spiagge affollate, degli ombrelloni, delle tavolate sul mare e dei fuochi d’artificio. E poi ce n’e’ un’altra, piu’ silenziosa e forse ancora piu’ sorprendente, che prende forma lontano dalla costa, nei paesi dell’Irpinia, del Sannio e del Cilento. Qui il 15 agosto non e’ soltanto una giornata da trascorrere sotto l’ombrellone. E’ una festa che affonda le radici nella devozione religiosa, nella cultura contadina e nella memoria delle comunita’. E’ il Ferragosto delle processioni, delle bande musicali, dei carri votivi, delle spighe di grano, delle grandi macchine di legno e paglia trascinate per le strade. Un patrimonio di riti popolari che, ancora oggi, riesce a trasformare interi paesi in un’unica grande comunita’.
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La festa a Fontanarosa.
Uno degli appuntamenti piu’ spettacolari e’ quello di Fontanarosa, in provincia di Avellino, dove la tradizione della Tirata del Carro accompagna la vigilia e la festa dell’Assunta. Per le strade del paese sfila una gigantesca macchina votiva, l’Obelisco. Una struttura lignea rivestita di paglia, che raggiunge dimensioni imponenti e viene trainata dalla comunita’. In cima, la figura sacra; attorno la folla, i canti, la musica, la fatica degli uomini impegnati nella tirata e una tradizione artigianale tramandata di generazione in generazione. E’ un’immagine che racconta un’idea di Ferragosto lontanissima da quella delle localita’ balneari: ai rumori degli stabilimenti si sostituiscono quelli delle funi che si tendono. Il grano e’ protagonista anche in altre feste dell’entroterra campano. A Flumeri, sempre in Irpinia, il Ferragosto si intreccia con la tradizione del Giglio, una grande struttura votiva realizzata con materiali vegetali e portata in processione.
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La festa nel Sannio
Un’altra celebrazione in cui religiosita’, lavoro agricolo e partecipazione popolare si fondono in un unico grande spettacolo. Nel Sannio, invece, c’e’ Foglianise, dove il grano diventa materia prima per vere e proprie opere d’arte. La Festa del Grano e’ una delle manifestazioni piu’ caratteristiche dell’estate sannita. Carri e manufatti realizzati utilizzando le spighe raccontano il rapporto antico tra la comunita’ e la terra. La grande sfilata diventa cosi’ una celebrazione del raccolto, del lavoro agricolo e dell’abilita’ degli artigiani locali. Il grano e’ quindi un filo invisibile, che attraversa gran parte dell’entroterra campano.
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La chiena di Campagna
Non e’ soltanto un prodotto della terra, ma diventa memoria, devozione, identita’. Accanto al grano c’e’ l’acqua. Non quella salata delle spiagge napoletane, della Costiera o delle isole, bensi’ quella del fiume Tenza che invade i vicoli di Campagna, un paesino del Salernitano. La storia della ‘Chiena’ nasce secoli fa dal profondo legame tra Campagna e il Tenza. Gia’ nel XVII secolo le sue acque venivano deviate lungo le vie del centro storico per ripulire le strade del paese. Da semplice necessita’ quotidiana, questa pratica e’ diventata negli anni un simbolo dell’identita’ collettiva di Campagna e un’occasione per divertirsi con le tradizionali ‘secchiate’. Le strade diventano teatro di una festa che unisce tradizione, spettacolo e partecipazione popolare. E nella notte del 16 agosto, con la suggestiva Chiena di Mezzanotte, l’acqua torna protagonista nel centro storico illuminato, in un’atmosfera sospesa tra passato e presente.
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Le tradizioni di Ferragosto.
Sono feste che raccontano un’altra Campania, quella dei campanili illuminati, delle bande che attraversano i vicoli, delle famiglie che si ritrovano, dei pranzi preparati per decine di persone, delle processioni che attraversano i centri storici e delle tradizioni che resistono perche’ continuano a essere vissute, non semplicemente ricordate. Nel Ferragosto campano c’e’ anche una dimensione piu’ intima, fatta di veglie, candele, preghiere e piccoli rituali legati alla vigilia dell’Assunta. Una religiosita’ popolare che si intreccia con la storia stessa del Ferragosto, perche’ la festa del 15 agosto, nella tradizione cristiana, si sovrappone a un periodo dell’anno gia’ ricco di celebrazioni e ricorrenze legate al mondo agricolo e al calendario romano. E’ il Ferragosto della Campania meno conosciuta, quella che non si misura in chilometri di costa, ma nella capacita’ di una comunita’ di ritrovarsi intorno alle proprie radici. E forse e’ proprio qui che si nasconde uno dei volti piu’ autentici dell’estate campana.
La parte religiosa della festa
Pellegrinaggi nella notte, statue della Madonna portate a spalla o sulle barche, tammorre e canti di devozione, tavolate in famiglia o con amici e, finanche, un paese attraversato dall’acqua. Oltre a essere una ricorrenza quando il calendario segna, in rosso, il numero 15 per l’Assunzione di Maria, il Ferragosto in Campania diventa una liturgia popolare. E una speciale attenzione viene dedicata alla cucina, che sfida le altissime temperature estive. Se a Materdomini a Nocera Superiore, nel Salernitano, nella notte tra il 14 e il 15 agosto i fedeli raggiungono il santuario dedicato alla Madonna dopo un pellegrinaggio accompagnato da preghiere, canti e tammorre che culmina nella festa religiosa-popolare, a Maiori, in Costiera amalfitana, si porta in processione la statua di Santa Maria a Mare fino alla Collegiata, affrontando la celebre ‘corsa della Madonna’: i circa 130 gradini vengono percorsi di slancio. A Santa Maria di Castellabate, invece, ci sono i solenni festeggiamenti di Santa Maria a Mare, con una storica processione in cui la statua della Madonna viene portata per le vie del borgo marinaro.
Il giorno dell’Assunta.
Il giorno dell’Assunta diventa anche una miscellanea tra tradizione popolare e religiosa e, cosi’, in alcune famiglie del Cilento c’e’ chi evita il bagno a mare. Per devozione, per un’antica usanza o per qualche scaramanzia? Chissa’! A Napoli, dove sopravvivono memorie di un Ferragosto piu’ sobrio alla vigilia, il 15 e’ soprattutto Madonna, mare, musica, fuochi, pranzo in famiglia e piazze affollate. Ma Ferragosto in Campania e’, anche e soprattutto, tradizione culinaria. Non una sola. Ogni territorio custodisce piatti, sapori e rituali gastronomici che, tra pranzi conviviali e ricette tramandate, raccontano un altro volto della festa. Nell’agro nocerino sarnese, ad esempio, c’e’ la tradizionale palatella, un particolare pane consumato con la ‘mbupata, una preparazione a base di melanzane condite e acciughe. Un po’ dappertutto e specialmente nelle localita’ marinare non mancano le percoche nel vino e, a fine pasto, il cocomero. Due i capisaldi: la parmigiana di melanzane e il sartu’ di riso. Due piatti che, anche mangiati a temperatura ambiente, conservano intatti profumi e sapori unici. Quelli della tradizione campana. (