Ischia: scoperto villaggio abusivo tra gli scogli, devastata un’area protetta a rischio frana
ABUSIVISMO EDILIZIO
18 agosto 2026
ABUSIVISMO EDILIZIO

Ischia: scoperto villaggio abusivo tra gli scogli, devastata un’area protetta a rischio frana

Ischia è ancora una volta vittima di una violenza atroce nei confronti del suo territorio: i carabinieri hanno scoperto un resort di lusso in una zona ad altissimo rischio idrogeologico
Serena Uvale

Nella località di “Capo Grosso- Scarrupata” ad Ischia i Carabinieri hanno scoperto un complesso di opere abusive costruito in uno degli scorci più nascosti e preziosi dell’isola.

Il resort è infatti situato in un angolo remoto che può essere raggiunto solo via mare o inerpicandosi lungo sentieri quasi impraticabili. Si tratta di una zona selvaggia e ad altissimo rischio idrogeologico nella quale, mese dopo mese sono stati costruiti collegamenti elettrici e condotte idriche abusive. Una vera e propria violenza nei confronti dell’Isola Verde e una sistematica aggressione all’ambiente portata avanti in maniera estremamente cauta per sfuggire ad ogni controllo. La consapevolezza dell’illecito e allo stesso tempo la volontà di perseguirlo è palese a causa dei tentativi di mimetizzare la struttura con l’ambiente circostante: l’intera struttura è stata circondata da una rete mimetica vegetata che “nasconde” il locale sia dal mare che dall’alto.

Secondo il Piano Paesaggistico Regionale la zona, classificata come “Coste Alte” e sottoposta a vincolo sismico su tutto il territorio comunale sarebbe anche a rischio frana molto elevato. Il resort, inoltre, sarebbe stato costruito in prossimità di un impluvio naturale, la via che l’acqua piovana segue per defluire verso il mare. Costruire lì significa aumentare concretamente il pericolo di dissesto idrogeologico, con conseguenze che potrebbero riguardare non solo l’ecosistema ma l’incolumità stessa di chi frequenta l’area. Per livellare la struttura sulla quale costruire abusivamente sono stati sbancati circa 5 metri cubi di terreno e sono stati scavati collegamenti elettrici dentro una grotta naturale trasformata in deposito clandestino per un gruppo elettrogeno e un motore artigianale.

Abusivismo edilizio. Gratteri: «Subito giù 800 case»

Abusivismo edilizio. Gratteri: «Subito giù 800 case»

Un fronte comune contro il cemento illegale per dare un'accelerata decisa alle ruspe e lanciare un messaggio inequivocabile di legalità.…

 La scoperta

Per arrivare a documentare l’abuso, gli stessi militari hanno dovuto avvicinarsi con un’imbarcazione del Nucleo Navale della compagnia di Ischia. Hanno raggiunto la costa a nuoto scoprendo un sistema articolato di scale in ferro e legno. Un percorso di 16 metri ricavato nella roccia e una rete di tubazioni che si inerpicava fino a un’abitazione in cima alla parete rocciosa. Il controllo con i droni ha permesso di svelare ciò che la vegetazione e le cavità naturali tenevano nascosto. Sul posto sono stati ritrovati anche materiali edili pronti all’uso come lamiere, traversine, seghe e trapani elettrici, questo ha permesso ai militari di pensare i lavori potessero proseguire.

Per tali motivi, la Stazione Carabinieri di Barano d’Ischia, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale, hanno disposto due sequestri preventivi, ritenuti l’unico strumento capace di fermare un danno ambientale altrimenti destinato ad aggravarsi.  Quattro persone, tra proprietari e comproprietari dei fondi coinvolti, sono state denunciate. Devono rispondere di violazioni edilizie, paesaggistiche e di danneggiamento e deterioramento di beni culturali e paesaggistici. Le relazioni tecniche hanno purtroppo escluso qualsiasi possibilità di sanatoria per le opere realizzate.

Il commento di Legambiente

Anche Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania, ha commentato la vicenda attraverso una nota, complimentandosi con le forze dell’ordine per il sequestro e invitando a non abbassare la guardia, soprattutto in territori come Ischia, perennemente martoriati da costruzioni abusive:

«In Campania le betoniere illegali continuano a lavorare. La regione detiene il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con un’ordinanza ogni 236,6 abitanti. Secondo le stime del rapporto BES dell’Istat, in Campania vengono realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con un’ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti. Nelle scorse settimane abbiamo firmato con la Regione Campania un protocollo contro l’abusivismo edilizio. Un passo importante dove grazie alla raccolta e alla condivisione dei dati tra Legambiente Campania e Regione Campania, prevista dal protocollo, sarà possibile ottenere un quadro più completo e aggiornato del fenomeno dell’abusivismo edilizio. Questo permetterà non solo di rafforzare le attività di contrasto, ma anche di programmare interventi più efficaci attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica».