Campi Flegrei, cresce il Pomodoro Cannellino: la produzione sfiora i 60 ettari
Nei Campi Flegrei cresce la produzione del Pomodoro Cannellino Flegreo, una varietà dal forte valore storico e identitario. La coltivazione interessa oggi quasi 60 ettari.
Il dato segna una crescita significativa rispetto al 2018. Allora gli ettari coltivati erano soltanto dieci. Il Cannellino Flegreo è riconosciuto dalla Regione Campania come Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Ora punta anche al riconoscimento della Denominazione di origine protetta.
La coltivazione si sviluppa anche nei terreni dell’area archeologica di Cuma. Il progetto nasce dal Protocollo d’Intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Confagricoltura Napoli. «Siamo passati dai dieci ettari coltivati nel 2018 ai quasi 60 del 2026», spiega Giovanni Tammaro. L’imprenditore è alla guida dell’azienda Cumadoro e presiede l’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo.
La produzione è arrivata a lambire anche l’area archeologica del Foro di Cuma. Il seme utilizzato non è ibrido e viene tramandato di generazione in generazione. A custodirlo è la stessa azienda vivaistica. Intanto il prodotto conquista anche la ristorazione e il mondo della pizza.
Cinque lotti nei terreni di Cuma
Il Parco archeologico ha già assegnato cinque lotti di terreni demaniali. Le aree sono state concesse per la produzione del pomodoro. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio agricolo dei Campi Flegrei. La strategia punta anche alla cura del paesaggio rurale e delle aree archeologiche.
«Vogliamo salvaguardare la tipicità delle colture e la sostenibilità», sottolinea Tiziana D’Angelo. La direttrice delegata del Parco parla anche di nuove occasioni di sviluppo territoriale. Il progetto punta quindi a unire agricoltura, tutela del paesaggio e patrimonio archeologico. Con il Cannellino Flegreo come simbolo di questo percorso.

