In Polonia scoperta la «truffa delle targhe polacche», il governo corre ai ripari
Il caso è esploso sui giornali polacchi all’inizio di luglio. Lo hanno ribattezzato senza giri di parole “la truffa napoletana”…
Stop alle cosiddette “targhe polacche”, ma anche basta alle discriminazioni territoriali sulle assicurazioni. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli interviene sulle ipotesi allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per contrastare il fenomeno delle auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia e rilancia la proposta di una tariffa unica per gli automobilisti virtuosi.Tra le misure al vaglio del Mit, secondo quanto anticipato dalla stampa, ci sarebbe l’introduzione dell’obbligo di assicurazione con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare in Italia anche per le auto con targa estera che vengono utilizzate stabilmente sul territorio nazionale.
Un intervento che, secondo Borrelli, può contribuire a contrastare l’elusione delle regole, ma che non può essere affrontato senza intervenire sulle cause che hanno favorito il ricorso alle targhe straniere. «Si vuole così stroncare, giustamente, il fenomeno delle cosiddette “targhe polacche” – sottolinea Borrelli – ma ci chiediamo come mai il Governo sia sordo sulla tariffa unica per gli automobilisti virtuosi, unico modo per superare le inaccettabili discriminazioni territoriali sulle tariffe».Il nodo, per il parlamentare, riguarda soprattutto il costo della Rc Auto nelle regioni meridionali.
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Le differenze di prezzo tra territori rappresentano da anni uno dei temi più controversi per gli automobilisti, con premi assicurativi spesso più elevati nelle province del Mezzogiorno. Una situazione che, secondo Borrelli, non può essere ignorata quando si affronta il tema delle targhe estere. «Ancora una volta il Governo Meloni dimostra di occuparsi più degli interessi della lobby assicurativa che dei diritti degli automobilisti, specie quelli del Mezzogiorno», accusa il deputato. Borrelli distingue però nettamente i due piani: da una parte la necessità di contrastare chi utilizza veicoli con targa straniera per aggirare obblighi fiscali e assicurativi; dall’altra la necessità di garantire maggiore equità agli automobilisti che rispettano le regole e non provocano incidenti.
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«Se da un lato bisogna contrastare ogni forma di elusione delle regole e delle tasse, dall’altro bisogna puntare ad una equità delle tariffe auto senza discriminazioni territoriali», sostiene. Il riferimento è soprattutto agli automobilisti del Sud che, secondo Borrelli, in alcuni casi avrebbero scelto di immatricolare i propri veicoli all’estero anche come reazione al peso delle polizze assicurative. «Non possiamo ignorare il motivo per cui, soprattutto al Sud, tanti cittadini sono ricorsi alle targhe estere: in molti casi è stata una risposta alle tariffe Rc Auto spropositate applicate nelle regioni meridionali rispetto a quelle del Nord».
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Da qui la richiesta di intervenire non soltanto sugli effetti del fenomeno, ma anche sulle sue cause. «Se davvero si vuole contrastare l’elusione, bisogna prima di tutto intervenire sulle cause che l’hanno alimentata», aggiunge Borrelli. La proposta avanzata da Avs è quella di introdurre una tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi, sganciando il costo della polizza dalla provincia di residenza per chi non provoca sinistri. Un principio che, secondo il deputato, dovrebbe trovare spazio anche nel nuovo Codice della strada.
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«È assurdo che un automobilista virtuoso debba pagare molto di più semplicemente perché vive a Napoli, Caserta o in un’altra provincia del Mezzogiorno. Non si può combattere l’elusione lasciando intatte le disparità che l’hanno favorita», conclude Borrelli, chiedendo al Governo di inserire nel nuovo Codice della strada anche la proposta sulla tariffa unica.«Se il Governo vuole davvero tutelare la legalità e la sicurezza sulle strade, deve dimostrare di essere dalla parte dei cittadini e non soltanto delle lobby assicurative», conclude il deputato.