La battaglia del presidente Fico: «Fuori i centri di potere dalla sanità pubblica»
È stato questa mattina all’ospedale di Gragnano il nuovo servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Asl Napoli 3 Sud, presidio…
A complicare la vita di pazienti già alle prese con malattie gravi, a volte, non è soltanto la patologia. Può bastare un’autorizzazione che non arriva. E, nel caso dell’assistenza sanitaria territoriale, anche l’assenza contemporanea di chi dovrebbe firmarla. È quanto viene segnalato nel territorio di competenza del Distretto sanitario di Castellammare di Stabia, dove il servizio di assistenza domiciliare per i pazienti che necessitano di trasfusioni di sangue è tornato al centro delle proteste delle famiglie.
La battaglia del presidente Fico: «Fuori i centri di potere dalla sanità pubblica»
È stato questa mattina all’ospedale di Gragnano il nuovo servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Asl Napoli 3 Sud, presidio…
Un servizio particolarmente importante per persone fragili, tra cui malati oncologici sottoposti a frequenti trasfusioni, che proprio per le loro condizioni di salute dovrebbero poter evitare spostamenti e lunghe attese in ospedale. Il problema nasce dalla procedura prevista per attivare le trasfusioni a domicilio. Il medico di medicina generale, sulla base della documentazione clinica e delle indicazioni specialistiche, trasmette la richiesta agli uffici dell’Asl.
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A quel punto, però, serve l’autorizzazione del responsabile del Distretto. Ed è qui che, secondo quanto viene segnalato, la macchina amministrativa si sarebbe inceppata. Il responsabile del Distretto risulta infatti assente per ferie. Ma non sarebbe soltanto questo il problema: anche il dirigente individuato formalmente per sostituirlo durante la sua assenza sarebbe a sua volta in ferie. Risultato: le richieste restano ferme e, con esse, la possibilità per alcuni pazienti di usufruire dell’assistenza direttamente a casa. Una situazione che appare ancora più paradossale perché il servizio territoriale era stato recentemente ripristinato dopo un periodo di difficoltà legato alla carenza di personale.
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Per un certo periodo, le famiglie dei pazienti costretti a sottoporsi a trasfusioni hanno dovuto fare i conti con alternative tutt’altro che semplici: recarsi in ospedale, spesso attraverso il Pronto soccorso, affrontando attese che possono diventare molto lunghe, oppure raggiungere strutture sanitarie fuori dal territorio di riferimento. Per chi è sottoposto a terapie oncologiche o presenta condizioni di particolare fragilità, anche un viaggio può trasformarsi in un problema sanitario. A maggior ragione durante l’estate, con temperature elevate e spostamenti che gravano non soltanto sui pazienti ma sull’intero nucleo familiare.
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Il punto, dunque, non riguarda soltanto una firma o un passaggio burocratico. Riguarda la continuità di un servizio destinato a pazienti che, per le loro condizioni, hanno bisogno di risposte rapide e di un’assistenza il più possibile vicina a casa. Se la procedura prevede che la richiesta del medico di famiglia debba essere successivamente autorizzata dal responsabile del Distretto, è necessario che l’assenza del titolare non si traduca nel blocco delle pratiche. Nel frattempo, però, ci sono pazienti che continuano ad avere bisogno di trasfusioni e famiglie costrette a organizzare spostamenti verso strutture ospedaliere, con tutto ciò che questo comporta per persone già provate dalla malattia. Il nodo, quindi, non è soltanto quando arriverà una firma, ma quanto a lungo ancora un servizio pensato per ridurre il disagio dovrà restare di fatto sospeso.