Educational Goal Festival: Salerno capitale italiana dell'educazione alla sostenibilità
Domani a Salerno, dalle 9.30 alle 18.30 nel Palazzo Comunale, si terrà l’evento principale dell’Educational Goal Festival (EGF), il primo…
Quando la stanchezza dei padri non è più rassegnazione ma lucidità disperata di fronte a una gioventù catechizzata dall’arroganza e sradicata da ogni pietas.C’è un punto esatto, nella geografia del dolore domestico, in cui la stanchezza di un genitore smette di essere semplice fatica e si trasforma in un crinale vertiginoso, sull’orlo di un baratro senza fondo. È il momento in cui ci si rende conto di essere diventati non più una guida, un porto o persino un interlocutore, ma il capro espiatorio designato di un’epoca intera.
I figli oggi non si limitano a contestare: mettono all’indice. Sbattono in faccia le colpe del mondo come se un padre o una madre fossero gli unici e ributtanti azionisti di un sistema marcio, brandendo la propria indignazione con la stessa feroce spensieratezza con cui si impugna un dogma religioso.Viviamo nel tempo dei figli giudici, allevati nel culto di un’autoreferenzialità narcisistica che scambia l’empatia per un hashtag e la complessità del reale per un manuale di catechismo ecologista o etico da scaricare in rete.
Consigliati male dai baroni della sociologia da salotto e informati peggio da algoritmi che premiano il catastrofismo, questi giovani inquisitori marciano sicuri della propria purezza morale. E lo fanno calpestando impunemente ciò che i latini chiamavano pietas: quel sentimento antico di rispetto, di devozione e di misericordia carnale che dovrebbe legare le generazioni.Si prenda un gesto apparentemente minimo, eppure fondativo come la civiltà umana: il rito della tavola. Cucinare una genovese seguendo la grammatica lenta tramontata dalla nonna, curare il soffritto come un atto d’amore liturgico, non è solo preparare un pasto.
Educational Goal Festival: Salerno capitale italiana dell'educazione alla sostenibilità
Domani a Salerno, dalle 9.30 alle 18.30 nel Palazzo Comunale, si terrà l’evento principale dell’Educational Goal Festival (EGF), il primo…
È un passaggio di testimone, un tentativo fisico di dire “ti nutro, ti appartengo, ti lego alla mia storia affinché tu non anneghi”. Oggi tutto questo viene liquidato con il disprezzo dell’ideologia spicciola. Il rifiuto del cibo condiviso, la conversione militante a dogmi alimentari vissuti non come scelta di salute ma come manganello ideologico contro il mondo adulto, non sono che la punta dell’iceberg. Dietro c’è la sistematica demolizione del passato. Disconoscere insegnamenti, sbeffeggiare i sacrifici, considerare ogni errore umano dei genitori come un crimine imprescrittibile: ecco il bilancio di una quotidianità vissuta sotto assedio.La verità che nessuno ha il coraggio di pronunciare, per quieto civile conformismo, è che questa gioventù è affetta da una spaventosa miopia esistenziale, protetta da una bolla di comodi privilegi.
Urlano contro il “mondo marcio” seduti su divani pagati con il sudore di chi oggi viene messo sul patibolo. E i genitori, stremati, si chiedono dove abbiano fallito. Ma il fallimento non è nell’aver amato troppo o male; è nell’aver generato creature a cui è stata negata la lezione più dura e salvifica della vita: la fallibilità.I figli credono di essere i primi a soffrire, i primi a vedere l’abisso. Ignorano, nella loro superbia anagrafica, che la vita è un esercizio di crepe e di aggiustamenti continui. Pretendono dai padri la perfezione che loro stessi non sapranno mai offrire, perché chi giudica senza appello oggi, domani si troverà inevitabilmente sullo stesso banco degli imputati. La ruota della storia è spietata: quando questi ragazzi saranno a loro volta genitori, quando i loro figli useranno contro di loro nuovi dogmi, nuove ansie e nuovi disprezzi per ridurli a reliquie inutili, allora capiranno.
Castellammare, scuole ed educazione in un convegno all'Oiermo
“I protagonisti della relazione educativa: famiglia, scuola e riabilitazione” è il titolo del convegno che si terrà venerdì 17 ottobre…
Proveranno quella fitta al cuore, quel lutto bianco di chi vede il proprio amore sputato in faccia con sufficienza.Ma intanto, oggi, i padri sono stanchi. Troppo stanchi. Logorati da un patto educativo rotto non dal tempo, ma dall’ingratitudine di una generazione armata di slogan e vuota di grazia. Di fronte a questo tribunale senza toghe e senza giustizia, la tentazione più onesta non è quella di difendersi, ma di fare un passo indietro, lasciando che il futuro si scontri da solo con la propria insostenibile spietatezza.