Marigliano, terremoto politico: si dimette il sindaco Bocchino
È arrivato il momento delle decisioni definitive per la politica di Marigliano. A poco più di un anno dalle consultazioni che avevano affidato la guida della città a Gaetano Bocchino, il quadro politico locale si spacca. Tra tensioni striscianti e rallentamenti dell’azione amministrativa, il primo cittadino ha scelto di rompere gli indugi: giunta azzerata e dimissioni formalizzate sul tavolo del Comune.
Una mossa netta, maturata dopo mesi di logoramento causati da una parte della stessa maggioranza che avrebbe dovuto sostenerlo. Di fronte alla prospettiva di dover scendere a patti o vivacchiare pur di conservare la poltrona, Bocchino ha preferito imprimere una scossa: o si ritrova la coesione e l’intesa sui progetti per la città, oppure si torna dritti alle urne, restituendo la parola agli elettori.«Ho sempre considerato questo ruolo come un servizio verso la comunità», ha spiegato il primo cittadino nel motivare la sua scelta.
«Continuare a tirare avanti con compromessi al ribasso farebbe male prima di tutto a Marigliano. Le mie dimissioni servono a capire se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con entusiasmo e lealtà. In caso contrario, confermerò la decisione senza esitare». A pesare sulla posizione di Bocchino c’è anche il forte consenso personale registrato alle elezioni, con quasi duemila preferenze incassate oltre ai voti delle sue liste: una fiducia da parte dei cittadini che il sindaco non intende svendere.Il rammarico più grande riguarda il lavoro interrotto. Nel bilancio di questi mesi di governo figurano risultati attesi da tempo, come la risoluzione di complessi contenziosi legati ad espropri passati che rischiavano di zavorrare le casse comunali, il ripristino del pulmino scolastico dopo anni di stop e un balzo in avanti di quasi venti punti della raccolta differenziata.
A questo si aggiungono i fondi intercettati per la scuola, la riqualificazione degli impianti sportivi e il piano di potenziamento degli asili nido sul territorio.Restano però aperti dossier cruciali per lo sviluppo locale: dalla riqualificazione delle strade e delle ex aree ferroviarie al restyling dell’area mercato, fino all’azzeramento dei fitti passivi per le casse pubbliche. I prossimi venti giorni – il tempo previsto dalla norma prima che le dimissioni diventino irrevocabili – diranno se le forze politiche sapranno ritrovare l’unità d’intento o se per Marigliano si apriranno le porte del commissariamento e di nuove elezioni.

