De Koninck torna a brillare a Sorrento: restaurata la Scena di caccia
ARTE E CULTURA
1 settembre 2026
ARTE E CULTURA

De Koninck torna a brillare a Sorrento: restaurata la Scena di caccia

A un anno dall’avvio della collaborazione con il Museo Correale, si chiude il restauro della tela fiamminga sostenuto dall’hotel. E il progetto “Adotta un’opera” raddoppia.
Marco Cirillo

Una tela tornata a respirare dopo decenni di oscurità, un restauro durato quasi otto mesi e una collaborazione che, a un anno dal suo avvio, non solo si rinnova ma raddoppia. La Scena di caccia di David de Koninck torna a mostrarsi nella sua ricchezza grazie all’intervento sostenuto dal Bellevue Syrene nell’ambito del progetto “Adotta un’opera” del Museo Correale. E proprio nel giorno dell’anniversario della collaborazione arriva l’annuncio di un nuovo restauro: sarà ora la “Natura morta con figure e pavone” dello stesso artista a beneficiare del sostegno dell’hotel.

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Il restauro della “Scena di caccia”
Il risultato dell’intervento è stato presentato ieri sera negli spazi del Bellevue Syrene, proprio dove il 31 agosto 2025 era stato annunciato il progetto che avrebbe unito per un anno due realtà profondamente legate alla storia e all’identità culturale di Sorrento. La serata ha segnato non soltanto la conclusione di un importante intervento conservativo e il primo anniversario di una collaborazione nata con l’obiettivo di creare nuove occasioni di dialogo tra ospitalità, arte e territorio, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo: il Bellevue Syrene sosterrà infatti il restauro di una seconda opera di David de Koninck conservata nelle collezioni del Museo Correale, la “Natura morta con figure e pavone”. Un nuovo progetto che dà continuità concreta all’impegno del Bellevue Syrene nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale di Sorrento attraverso collaborazioni con le istituzioni del territorio capaci di entrare a far parte anche dell’esperienza di ospitalità dell’hotel.

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Otto mesi di lavoro sotto gli occhi degli ospiti
Per quasi otto mesi il Bellevue Syrene ha infatti ospitato al proprio interno il cantiere di restauro della “Scena di caccia”, appartenente alle collezioni del Museo Correale, permettendo agli ospiti di osservare da vicino le diverse fasi dell’intervento condotto dalla restauratrice Alessandra Cacace con la collaborazione di Angela Pepe. Avviato nel novembre 2025 e concluso nei primi giorni di luglio 2026, il lavoro ha trasformato così un progetto di mecenatismo culturale anche in un’occasione di conoscenza e condivisione. L’accurato intervento conservativo ha restituito piena leggibilità alla composizione e fatto emergere particolari rimasti a lungo celati dall’opacità del tempo: dalla straordinaria resa materica degli animali e della selvaggina alle figure dei due cacciatori, tornate chiaramente visibili insieme all’espressività dei loro volti. Un lavoro “in punta di pennello”, concentrato in particolare sulle diffuse micro-cadute di colore e sulla restituzione dell’unità pittorica dell’opera. Un ruolo fondamentale nel progetto è stato svolto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, rappresentata dalla Soprintendente Paola Ricciardi e dai funzionari Palma Maria Recchia e Francesca Stopper, che ha reso possibile per la prima volta lo svolgimento di un restauro al di fuori degli spazi del Museo e seguito ogni fase dell’intervento garantendone il rigore scientifico e metodologico.

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La scoperta: «Un’opera dipinta a quattro mani»
Nel corso della serata, gli ospiti hanno potuto ammirare la tela nella Sala Mimmo Jodice, prima di raggiungere la Villa Pompeiana, dove, con il supporto di immagini, Alessandra Cacace e il Professor Stefano Causa, storico dell’arte, hanno potuto raccontare la tela e il suo nuovo splendore. «Il lungo e meticoloso intervento di restauro restituisce oggi alla collettività un’opera di eccezionale qualità esecutiva. La rimozione degli strati alterati ha consentito il recupero della brillantezza della tavolozza originale svelando il meticoloso naturalismo degli elementi figurativi in primo piano. Il ripristino della spazialità e dei piani di profondità consente oggi una lettura critica fondamentale per un’opera finora compromessa nella sua leggibilità», dichiara la restauratrice Alessandra Cacace. Il restauro ha fatto emergere una particolarità straordinaria evidenziata dallo storico dell’arte Stefano Causa: «La tela ha rivelato le figure dei cacciatori che sono chiaramente di un’altra mano. Quindi si tratta di una delle più grandi Nature Morte fiamminghe che si trovano in Italia meridionale dipinte da uno specialista delle scene di caccia, quale era il De Koninck, di matrice rubensiana, dipinta senza dubbio a quattro mani, quasi sicuramente con Luca Giordano».

Il Bellevue Syrene: «Restituire qualcosa a Sorrento»
«Sostenere il restauro di un’opera appartenente al patrimonio della nostra città è stato per noi un modo concreto di restituire qualcosa a Sorrento. Per quasi un anno i nostri ospiti hanno potuto osservare il lavoro delle restauratrici e scoprire una parte della storia del Museo Correale direttamente all’interno del Bellevue Syrene. È questa l’idea di ospitalità nella quale crediamo: un’esperienza capace di creare un legame autentico con la cultura e con il luogo che ci ospita. Siamo quindi particolarmente felici che questo primo progetto trovi oggi una continuità concreta nel restauro di una seconda opera di David de Koninck. È un nuovo capitolo di un percorso con il Museo Correale che desideriamo proseguire e far crescere nel tempo», dichiara Elsa Russo, proprietaria del Bellevue Syrene.

La fiducia alla base della collaborazione
«Questo eccezionale traguardo è il frutto di un intenso e meticoloso lavoro, nato nell’ambito del nostro progetto “Adotta un’opera”, ma è soprattutto il risultato di un cammino condiviso, che ha preso vita grazie alla lungimiranza dell’Hotel Bellevue Syrene, icona dell’arte dell’accoglienza, che ha voluto festeggiare i suoi 205 anni, legando indissolubilmente la propria storia alla tutela della grande arte», dichiara Gaetano Mauro, Presidente del Museo Correale. «Il tema di questa importante operazione non è soltanto la bellezza, ma anche la fiducia: la fiducia che ha avuto il Bellevue che, investendo nella pulitura di quella tela scurissima, sarebbe uscito un capolavoro; la fiducia che la Soprintendenza ha avuto che il Bellevue curasse la permanenza del quadro come il soggiorno di un ospite importantissimo e fragile; la fiducia che noi del Correale abbiamo riposto nell’opportunità di nuove forme di partnership con l’imprenditoria. Dalla fiducia deriva la bellezza ritrovata», dichiara Fabio Mangone, Direttore del Museo Correale. «Il connubio tra il Bellevue Syrene e il Museo Correale di Terranova costruisce un’importante sinergia tra una grande eccellenza dell’accoglienza sorrentina ed una istituzione culturale simbolo della città, destinata a dare frutti straordinari», dichiara il sindaco del Comune di Sorrento Corrado Fattorusso.

Il prossimo restauro è già annunciato
Alla serata hanno preso parte Adda Attanasio, in rappresentanza della proprietà del Bellevue Syrene, Gaetano Mauro, Presidente del Museo Correale, Fabio Mangone, Direttore del Museo Correale, lo storico dell’Arte Stefano Causa, Alessandra Cacace, restauratrice, e il sindaco del Comune di Sorrento Corrado Fattorusso. L’evento si è concluso con l’intervento musicale di Miki Lubrano Lavadera al pianoforte e Alberto Marano al violino. A dodici mesi dall’inizio del progetto, la presentazione della “Scena di caccia” restaurata e l’annuncio del nuovo intervento sulla “Natura morta con figure e pavone” consolidano così il legame tra il Bellevue Syrene e il Museo Correale e danno continuità a un percorso nel quale il patrimonio artistico della città incontra nuovi luoghi e nuovi pubblici. Un dialogo tra istituzioni culturali e ospitalità privata che trova nella tutela, nella conoscenza e nella valorizzazione del territorio la propria ragione più profonda.