Caserta dà voce al territorio: torna il Wimby Fest
ATTIVISMO
2 settembre 2026
ATTIVISMO

Caserta dà voce al territorio: torna il Wimby Fest

Dall’11 al 13 settembre l’ex Macrico apre le porte alla città tra dibattiti, laboratori e musica. Riflettori sulla Terra dei Fuochi e sulle battaglie per il territori
Rita Inflorato

Caserta tornerà a essere il cuore dell’attivismo e della partecipazione sociale con la nuova edizione del Wimby Fest. Nato nel 2023 dal movimento Stop Biocidio e da diverse realtà e collettivi della Campania, il festival è nato per dare voce e dignità alla Terra dei Fuochi.

Quest’anno il Wimby Fest vuole essere uno spazio di convergenza. Un luogo di incontro per realtà, movimenti e cittadini che non si rassegnano al saccheggio del territorio. L’obiettivo è costruire ogni giorno un’alternativa dal basso.

Il festival all’ex Macrico

La scelta del luogo ha un forte valore politico e simbolico. Il Wimby Fest si terrà infatti all’interno dell’ex Macrico, oggi Campo Laudato Si’, in piazza IV Novembre. Si tratta di un’area centrale per le storiche lotte ambientali della città. Dopo anni di mobilitazioni popolari, lo spazio si apre alla cittadinanza come luogo di condivisione.

Attraverso i tre giorni di festival, le reti territoriali e le organizzazioni che animano il Wimby vogliono riaffermare un principio: il futuro del Macrico si scrive insieme. La partecipazione e la rigenerazione collettiva saranno quindi al centro dell’iniziativa.

Laboratori, attività e musica

Il programma riflette questa visione. Ogni pomeriggio, a partire dalle 17, l’ex Macrico si animerà con diverse attività. Ci saranno stand di artigiani, giochi per bambini, yoga e meditazione. Previsti anche proiezioni e laboratori curati dalle associazioni del territorio.

Si proseguirà poi con i dibattiti. Ogni sera, invece, spazio alla musica live, con concerti dedicati a diversi generi musicali. I tre dibattiti al centro del Wimby FestIl cuore politico del festival sarà rappresentato dai tre dibattiti previsti.

Venerdì si parlerà del contrasto alla costruzione dei Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio. I promotori ribadiranno il loro no a queste strutture, sia a Castel Volturno sia altrove .L’incontro servirà anche a preparare il terreno verso la manifestazione nazionale prevista a ottobre a Castel Volturno.

Sabato mattina il dibattito si sposterà temporaneamente presso la Biblioteca diocesana. Al centro ci saranno i beni comuni in movimento e le vertenze provinciali. Dal futuro dell’ex Macrico al fiume Volturno, fino alla Reggia di Carditello.Nel pomeriggio di sabato, al Campo, si terrà invece un confronto sulla giustizia ambientale e sociale oltre la sentenza Cedu del 2025 sulla Terra dei Fuochi. L’obiettivo è continuare a tracciare percorsi di tutela del territorio.

«Risanamento e comunità devono andare insieme»

Il festival si concluderà domenica con un’ultima giornata dedicata a laboratori e musica. «Tutto attorno a noi ci comunica l’urgenza di invertire la rotta sul piano della tutela ambientale», si legge in una nota dei promotori.

I promotori citano i continui morti per tumore, le città che bruciano e le valli inondate dai ghiacciai che si sciolgono. «Questo significa vite cancellate e territori devastati», sottolineano. Per questo, secondo gli organizzatori, il risanamento dei territori può esistere solo insieme al rafforzamento delle comunità.

Solidarietà ed emarginazione. Bene comune e profitto. Sono questi i contrasti su cui il festival invita a riflettere. «Il Wimby partirà quindi anche da queste riflessioni, in una città come Caserta che negli ultimi anni ha visto 2 persone morire sotto i colpi della violenza e dell’abbandono più doloroso», si legge ancora nella nota.

L’ingresso a tutte le iniziative, ai dibattiti e ai concerti sarà completamente gratuito. «Il Wimby Fest non è solo un evento, ma un invito a fare rete, ad alzare la testa e a riprendersi gli spazi condivisi per scrivere un altro futuro possibile per la nostra terra», concludono i promotori.