IA, Università Federico II: via libera del Mimit per il progetto Quantia
Il Mimit approva il progetto Quantia, la partnership che vede coinvolto l’Ateneo Federico II di Napoli. La città partenopea si avvia a diventare fulcro delle tecnologie emergenti in Europa.
Il progetto Quantia
Il Mimit, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha approvato il progetto Quantia – Quantum Infrastructure & Artificial Intelligence Alliance. La comunicazione arriva a seguito dell’istruttoria tecnica, economica e finanziaria, che ha dato e sito positivo.
Il programma prevede costi complessivi ammissibili per 5.999.923,20 euro e agevolazioni per 3.715.365,17 euro. “Il risultato – aggiunge Tea Tek – riconosce la solidità tecnica e industriale di un’iniziativa che punta a integrare quantum computing e IA, sviluppando componenti hardware, software e sistemi di controllo capaci di rendere più scalabili le architetture quantistiche”.
La partnership
Il progetto si colloca nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile – Accordi per l’innovazione. “Quantia – si legge in una nota del gruppo – si inserisce in una strategia più ampia di Tea Tek nel campo delle tecnologie emergenti.” Attraverso il progetto Quantia l’intelligenza artificiale verrà impiegata in soluzione a problemi complessi che i computer tradizionali non sono in grado di gestire. Trova applicazione in settori strategici come sicurezza informatica, logistica, e gestione di grandi mole di dati. Il progetto continua il percorso già avviato con Classiq, startup israeliana che in collaborazione con Tea Tek mira a realizzare a Napoli un hub europeo del quantum computing entro la fine del 2026. Lo stesso progetto era già stato avviato quattro anni fa all’università Federico II.
Oltre a Tea Tek, la partnership unisce la Newco Italian Green Factory, l’Università degli Studi di Napoli Federico II – dipartimento di Fisica “Ettore Pancini”, Agilae e Virtual IT Consulting. “Con Quantia, Napoli rafforza la propria candidatura a polo nazionale ed europeo per il quantum computing, mettendo in relazione ricerca di frontiera, industria e infrastrutture digitali.” Con questo progetto Napoli si lancia ad essere luogo di investimenti e culla di figure professionali altamente qualificate. “Il progetto mira a trasformare le competenze scientifiche presenti sul territorio in tecnologie, brevetti e applicazioni industriali” Conclude la nota.

