San Giuseppe Vesuviano, inaugurato il presidio dei Vigili del Fuoco
È una risposta «fondamentale e attesa da tempo» per un territorio complesso, segnato dai roghi e dai continui incidenti sulla Statale 268. Così il deputato Alessandro Caramiello commenta l’inaugurazione del presidio temporaneo dei Vigili del Fuoco di San Giuseppe Vesuviano, alla quale ha preso parte.
«Tempi di soccorso oltre i trenta minuti»
«Fino ad oggi i tempi di soccorso superavano spesso inaccettabilmente i trenta minuti», spiega Caramiello. Una criticità che, secondo il parlamentare, non poteva più essere tollerata. Nell’intero comprensorio vesuviano si registrano quasi 1.500 interventi ogni anno.
L’apertura del presidio viene quindi considerata cruciale. Ma per Caramiello rappresenta soltanto il primo passo, raggiunto dopo un anno di impegno. Il progetto ha preso forma la scorsa estate, durante un incontro con l’ex ministro e vicepresidente della Camera Sergio Costa e il comandante dei Vigili del Fuoco di Napoli, ingegner Giuseppe Paduano.
Il ringraziamento alle istituzioni
Caramiello ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al risultato. Tra questi il sindaco Michele Sepe, il consigliere regionale Gennaro Saiello e il consigliere Michele Palmieri.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Michele Coppola del sindacato CONAPO, che avrebbe sollecitato e sostenuto il percorso nel corso dell’ultimo anno.
L’obiettivo: un distaccamento permanente
«Quando le istituzioni e le forze operative lavorano in stretta sinergia, le urgenze del territorio si trasformano in risultati concreti per la collettività», ha detto ancora Caramiello.
Il prossimo obiettivo è già sul tavolo: trasformare il presidio temporaneo in un distaccamento permanente, operativo 24 ore su 24. La struttura dovrebbe essere collocata strategicamente nei pressi della Statale 268.
«Il risultato ottenuto, e gli ulteriori obiettivi da perseguire, sono il frutto di un importante dialogo istituzionale, un lavoro collettivo e sinergico a tutti i livelli», ha concluso il parlamentare. «Questa è la politica del fare e non della denuncia fine a se stessa».

