Furgone in fuga con lo scooter rubato: inseguimento nella notte a Torre del Greco
Torre del Greco. Un furgone lanciato a folle velocità, una fuga contromano tra le strade della periferia cittadina e un inseguimento che sarebbe potuto sfociare in tragedia.
È accaduto nella notte del 2 settembre, quando i carabinieri della sezione radiomobile della caserma Dante Iovino sono intervenuti per bloccare un mezzo che trasportava uno scooter appena rubato.
La presenza del furgone nella zona non sarebbe stata un episodio isolato: lo stesso mezzo sarebbe stato segnalato in diverse occasioni nelle aree del territorio successivamente interessate da furti.
Quando i militari dell’Arma hanno intercettato il furgone, i malviventi hanno tentato di sottrarsi al controllo.
È nato così un inseguimento a elevatissimo rischio lungo le strade cittadine: il conducente del furgone, nel tentativo di guadagnare la fuga, avrebbe proceduto a folle velocità e anche contromano, mettendo in grave pericolo gli altri automobilisti e gli stessi carabinieri.
Alla fine, i fuggitivi hanno abbandonato il mezzo e tentato di proseguire a piedi, ma sono stati raggiunti e bloccati. Lo scooter rubato è stato recuperato e l’intervento si è concluso con l’assicurazione dei responsabili alla giustizia.
La denuncia del sindacato
Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha espresso il proprio plauso agli uomini della radiomobile, sottolineando professionalità, coraggio e dedizione.
Ma dall’episodio il sindacato parte per sollevare una questione più ampia: le condizioni in cui i militari dell’Arma sono chiamati quotidianamente a operare. Il tema centrale è quello dell’isolamento operativo.
Nelle compagnie che presidiano i territori esterni ai grandi centri urbani – sostiene la Segreteria regionale Campania del sindacato – gli equipaggi si trovano spesso a intervenire senza poter contare su un immediato supporto.
Da qui la richiesta di maggiori rinforzi e organici adeguati, affinché gli operatori non siano costretti ad affrontare da soli situazioni potenzialmente pericolose. Si aggiunge la questione economica e previdenziale.
Per il sindacato, il livello di rischio affrontato non trova un adeguato riconoscimento sul piano retributivo e pensionistico.
Il sindacato contesta inoltre lo scenario previdenziale, sostenendo che, dopo una lunga carriera, i carabinieri rischino una pensione pari a circa il 60 per cento dell’ultimo stipendio.
Per il sindacato, resta la necessità di garantire a chi opera sul territorio strumenti, organici e riconoscimenti adeguati ai rischi affrontati e alle responsabilità.

