Calcio e caldo estremo, Bassetti duro dopo il caso Bozhinov
CALCIO
7 Settembre 2026
CALCIO

Calcio e caldo estremo, Bassetti duro dopo il caso Bozhinov

Il medico invoca un cambio di regolamento per le partite giocate nelle prime ore pomeridiane.
Carmen Caldarelli

Dopo il caso Bozhinov si riaccende il dibattito nazionale sulla sicurezza delle partite giocate in orari pomeridiani.

L’accaduto

​Il difensore del Pisa Rosen Bozhinov è crollato a terra privo di sensi durante la sfida contro la Juve Stabia. Tra le ipotesi principali all’origine del grave malore figura una possibile crisi di disidratazione dovuta al forte calore estivo. L’atleta è stato prontamente trasportato in ospedale per svolgere tutti gli accertamenti medici necessari ed è ora cosciente.

​L’allarme di Bassetti​

Sull’argomento è intervenuto duramente via social il professor Marco Bassetti per criticare la gestione dei calendari di Serie B. L’esperto ha espresso forti preoccupazioni sulla salute dei tesserati impegnati in sforzi fisici estremi sotto il sole cocente. «Ma davvero dobbiamo aspettare che qualcuno si senta male per capire che così non si può giocare?» ha scritto su X.

«Chi decide che è sicuro giocare a calcio in queste condizioni? Perché un calciatore non è certo una macchina».​

Un rischio per tutti​

Il rischio clinico non riguarda esclusivamente gli atleti presenti sul terreno di gioco durante i novanta minuti di gara. «Ci sono gli arbitri, gli allenatori, gli staff e migliaia di persone sugli spalti esposte per ore al caldo».

Le elevate temperature e l’umidità estiva rappresentano un pericolo concreto anche per i tifosi presenti all’interno dello stadio. Occorre superare la vecchia mentalità conservatrice per tutelare l’incolumità fisica di tutti i protagonisti degli eventi sportivi.​

La necessità di cambiare

​«Allora basta con la retorica del ‘si è sempre giocato alle 15’, il clima è cambiato» ha aggiunto Bassetti.

Le istituzioni calcistiche dovranno presto modificare i regolamenti attuali per impedire lo svolgimento di gare pomeridiane a rischio calore. «I medici dello sport non possono limitarsi a intervenire quando qualcuno crolla, devono avere voce prima della partita».