Castellammare, sospetta il tradimento e picchia la compagna: a processo un 35enne
Una discussione in casa, poi la tensione che sale e l’aggressione. A chiedere aiuto, davanti a quella scena, era stato il figlio di 14 anni della coppia, che aveva chiamato il 112 permettendo ai carabinieri di intervenire.
La donna, 44 anni, era stata soccorsa e trasportata in ospedale con contusioni multiple e un trauma cranico. Ora, a distanza di due mesi da quella notte, per il compagno, 35 anni, si apre il processo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto era avvenuto all’interno di un’abitazione nella periferia est di Castellammare di Stabia. La discussione tra i due sarebbe nata da alcune accuse rivolte dall’uomo alla compagna per un presunto tradimento e sarebbe poi degenerata fino alla violenza.
Una situazione che, secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’inchiesta, si sarebbe consumata davanti agli occhi del figlio adolescente. È stato proprio il ragazzo, di fronte a quanto stava accadendo, a prendere il telefono e a comporre il numero unico di emergenza. La chiamata ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia, arrivati rapidamente nell’abitazione. I militari hanno trovato la donna ferita e hanno bloccato il 35enne.
La 44enne è stata accompagnata in ospedale, dove i medici hanno riscontrato diversi traumi, tra cui contusioni multiple e un trauma cranico. Durante l’intervento, inoltre, i carabinieri hanno trovato addosso all’uomo alcune dosi di marijuana, elemento successivamente inserito negli atti dell’indagine. Il 35enne era stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere di Poggioreale. Assistito dal penalista stabiese Mariano Morelli, era poi comparso davanti al gip del Tribunale di Torre Annunziata Riccardo Sena per l’interrogatorio di garanzia, scegliendo di non rispondere alle domande del giudice.
Al termine dell’udienza era stata disposta la scarcerazione, con l’applicazione di una misura cautelare meno afflittiva: il divieto di avvicinamento alla compagna e ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, oltre all’obbligo del braccialetto elettronico. Ora arriva il nuovo passaggio giudiziario. Il pubblico ministero Marianna Ricci ha chiesto e ottenuto per il 35enne il giudizio immediato. L’uomo sarà quindi processato senza passare dall’udienza preliminare. Il processo è stato fissato per la fine di novembre e sarà quella la sede nella quale l’accusa dovrà dimostrare le proprie contestazioni e la difesa potrà presentare le proprie argomentazioni.
Il procedimento dovrà chiarire innanzitutto la dinamica di quella sera e verificare gli elementi raccolti dalla Procura a sostegno dell’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’eventuale responsabilità dell’imputato dovrà essere accertata nel corso del processo e non può essere considerata acquisita sulla base dell’arresto o della richiesta di giudizio immediato.
Resta sullo sfondo la telefonata del ragazzo al 112, diventata il punto decisivo per l’intervento dei militari. Una chiamata partita dalla paura e dalla necessità di fermare quanto stava accadendo tra le mura di casa. Ora, a novembre, la vicenda approderà nelle aule di giustizia, dove saranno esaminati gli elementi raccolti dagli investigatori e la versione della difesa.

