Napoli, presentato il Centro di giustizia riparativa: già 22 i casi presi in carico
GIUSTIZIA RIPARATIVA
7 Settembre 2026
GIUSTIZIA RIPARATIVA

Napoli, presentato il Centro di giustizia riparativa: già 22 i casi presi in carico

La struttura, attiva nei mesi scorsi a Fonseca, offre percorsi di mediazione tra vittime e autori di reato. Manfredi: «Uno dei primi Centri realizzati in Italia»
Angela Conte

È stato presentato questa mattina, a Palazzo San Giacomo, il Centro di giustizia riparativa per il Distretto della Corte d’Appello di Napoli, promosso dal Comune e attivo nei mesi scorsi nella sede di vico Santa Margherita a Fonseca.

All’incontro hanno partecipato il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessora alle Politiche sociali, Giovanili e al Lavoro Chiara Marciani, Gemma Tuccillo, già Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, e Carmela Grimaldi, referente dell’associazione Tarita, che insieme alla Fondazione Don Calabria gestisce le attività del Centro in convenzione con il Comune.

La struttura è stata istituita nell’ambito dell’attuazione della Riforma Cartabia e propone percorsi di mediazione e dialogo tra vittime e autori di reato, con l’obiettivo di favorire la riparazione del danno e la responsabilizzazione delle persone coinvolte.

Il Centro prende in carico i casi segnalati dall’autorità giudiziaria, compresi quelli che coinvolgono minorenni, attraverso mediatori qualificati e in collaborazione con gli enti del Terzo settore. Il percorso punta alla gestione del conflitto generato dal reato attraverso ascolto, dialogo e confronto, affiancando alla dimensione punitiva quella della possibile ricomposizione del conflitto.

Manfredi: «Ridurre il conflitto tra chi ha commesso e chi ha subito un reato»

«Questo Centro vuole aiutare a ridurre il conflitto tra chi ha commesso un reato e chi lo ha subito», ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi.

Il primo cittadino ha sottolineato il ruolo del Comune nella nascita della struttura, realizzata attraverso un percorso che ha coinvolto magistratura, associazioni e avvocatura.

«Si tratta di uno dei primi Centri realizzati in Italia e mi auguro che possa offrire un contributo significativo alla risoluzione negoziata delle situazioni conflittuali», ha aggiunto Manfredi, evidenziando come il numero di casi già presi in carico rappresenti un primo elemento di riscontro dell’attività avviata.

Sono 22 i casi già presi in carico nei primi mesi di attività, come ha riferito l’assessora Chiara Marciani.

«Puntiamo anche alla formazione di nuovi mediatori»

«Siamo lieti di poter contribuire, come Amministrazione comunale, all’attuazione di una riforma della Giustizia che punta a ricucire le ferite generate dalla commissione di un reato», ha dichiarato Marciani.

L’assessora ha sottolineato che anche di fronte a episodi particolarmente gravi «non sempre» la sola pena rappresenta una risposta sufficiente e ha annunciato l’intenzione di promuovere attività formative per nuovi mediatori e favorire l’apertura di sedi distaccate.

L’obiettivo è ampliare il numero di casi che potranno essere presi in carico e rafforzare anche la funzione di prevenzione, soprattutto nelle situazioni che coinvolgono minorenni.

Covelli: «Non è alternativo al procedimento penale»

Sul funzionamento della giustizia riparativa è intervenuta anche Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli, chiarendo che il percorso «non è alternativo al procedimento penale, ma si affianca a esso».

La giustizia riparativa può essere intrapresa in qualsiasi fase, dalle indagini fino all’esecuzione della pena. Al centro vi è un percorso volontario, libero e gratuito, condotto con l’assistenza di un mediatore qualificato, imparziale e terzo rispetto alle parti.

«Si tratta di un cambiamento culturale», ha spiegato Covelli, perché consente di creare uno spazio di ascolto, dialogo e confronto tra la vittima del reato e la persona indicata come autore, con l’obiettivo di affrontare e, quando possibile, ricomporre il conflitto generato dal fatto criminoso.