Positano, la Villa Romana torna a vivere: a settembre nuovi scavi aperti al pubblico
CULTURA
7 settembre 2026
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Positano, la Villa Romana torna a vivere: a settembre nuovi scavi aperti al pubblico

Tra le prime novità emerse un muro in opus mixtum
Rita Inflorato

A Positano la storia torna lentamente alla luce. Lo fa sotto gli occhi dei visitatori, tra affreschi, mosaici e nuove scoperte. La Villa Romana si prepara infatti ad accogliere il pubblico con una formula particolare: quella del “cantiere trasparente”.

I nuovi scavi, finanziati dal ministero della Cultura, saranno accessibili già dalla fine di settembre. A dare l’annuncio sono state la sindaca Gabriella Guida e la soprintendente Anna Onesti. La presentazione è avvenuta durante la 54esima edizione del Premio di danza “Léonide Massine”, diretto da Laura Valente. La stessa Valente è ideatrice del Premio “Comunicare l’arte”, dedicato alla valorizzazione del sito archeologico.

La storia che riemerge dalla terraLa Villa Romana è una lussuosa residenza d’ozio. Al suo interno custodisce affreschi in IV stile e resti medievali. Restaurata dal 2018, è oggi parte del percorso del Museo Archeologico Romano di Positano, gestito dal Comune. Lo scavo, iniziato alcuni mesi fa, permetterà di ampliare il percorso di visita. I reperti emersi saranno esposti progressivamente direttamente sul posto.

Tra le prime scoperte c’è un tratto di muro in “opus mixtum”. Si tratta di una particolare tecnica edilizia romana, caratterizzata anche dalla disposizione verticale dei laterizi.Una scoperta che ha già attirato l’attenzione degli studiosi.

Una villa nascosta per secoli

La storia della Villa Romana affonda le sue radici nel passato. Fu Karl Weber, nel 1758, a descriverla per la prima volta. Successivamente Matteo della Corte ipotizzò che potesse essere stata la dimora di Posides Claudi Caesaris. Era un liberto dell’imperatore Claudio, noto per essere attivo nella costruzione di residenze di lusso.

La villa si trova sotto l’oratorio della Chiesa di SS. Maria Assunta. La sua riscoperta risale al 2003, durante alcuni lavori edili. Da allora, campagne di scavo e interventi di recupero hanno restituito un patrimonio rimasto nascosto per secoli.

Dieci metri sotto la città

A circa dieci metri di profondità sono stati riportati alla luce alcuni ambienti della sontuosa residenza. Tra questi c’è il triclinium, la sala da pranzo che attraverso un peristilio porticato si apriva direttamente sulla baia. Sono emersi anche pavimenti a mosaico e preziose pitture parietali.

Il Mar-Museo Archeologico Romano di Positano è oggi il risultato della collaborazione tra Soprintendenza, Comune e Curia Vescovile. Il nuovo percorso aggiungerà un altro capitolo a questa storia. Sarà rivolto ai turisti, ma anche alle visite didattiche durante tutto l’anno.

L’archeologia incontra l’arte

L’annuncio dei nuovi scavi è arrivato nel contesto di una manifestazione che ha celebrato le due anime culturali di Positano: la danza e l’archeologia. Il Premio di danza “Léonide Massine” ha portato in Costiera artisti e protagonisti della scena internazionale. Tra i riconoscimenti, il Premio alla Carriera e Ballerina Assoluta a Sylvie Guillem. Premiati anche Andrea Viliani, Aldo Cazzullo, Marino Niola, Tiziana D’Angelo e Patrizia Renzi. Il Premio Viespoli è andato a Virginia Attanasio.Arte, memoria e innovazione tornano così a incontrarsi.

E sotto la Positano conosciuta ogni giorno da migliaia di visitatori continua a vivere un’altra città. Una città antica, rimasta nascosta per secoli. Ora, un frammento alla volta, torna a raccontarsi.