Turris-Martina 4-3: vittoria al cardiopalma per il debutto in Serie D
La Turris comincia il suo campionato di Serie D con una vittoria spettacolare al cardiopalma. Allo stadio Liguorifinisce 4-3 contro…
Un’altalena di emozioni. La gioia, la paura – quella che ai corallini di Torre del Greco sembra essere scritta nel Dna – e infine il sollievo. L’urlo al triplice fischio di Turris-Martina, finita 4-3, è una liberazione. Perché soltanto pareggiarla, dopo una partita del genere, avrebbe avuto il sapore amaro della beffa. E forse è anche per questo che Domenico Giampà, alla sua prima stagione sulla panchina della Turris, si è lasciato andare a un gesto tanto eloquente quanto destinato a diventare un manifesto della sua squadra. Si è girato verso la tribuna, ha guardato i tifosi e ha mostrato gli attributi. «Siamo una squadra con le p**», ha urlato ai supporters in festa.
Difficile immaginare un messaggio più chiaro. E, soprattutto, più adatto a una piazza che dopo tante delusioni, un anno senza calcio e una serie di storture sportive ha soltanto voglia di tornare a riconoscersi nella propria squadra. Vedere i calciatori lottare su ogni pallone, non arrendersi quando la partita sembrava sfuggire di mano e trovare all’ultimo respiro il gol di Lo Iacono significa molto più dei tre punti in classifica.
Turris-Martina 4-3: vittoria al cardiopalma per il debutto in Serie D
La Turris comincia il suo campionato di Serie D con una vittoria spettacolare al cardiopalma. Allo stadio Liguorifinisce 4-3 contro…
È il primo mattoncino di quella che a Torre del Greco tutti sperano possa essere l’ennesima rinascita. Il gesto di Giampà, però, non è passato inosservato anche per un altro motivo. Perché ha riportato alla memoria quello, identico nella sostanza, di un allenatore decisamente più blasonato: Diego Pablo Simeone. El Cholo, ex centrocampista di Inter e Lazio e da anni alla guida dell’Atletico Madrid, trasformò quel gesto in una delle immagini più celebri della sua carriera da allenatore. Era la Champions League del 2019, era una notte contro la Juventus di Cristiano Ronaldo che con i Colchoneros ha sempre avuto un conto aperto dai tempi del Real. Simeone si voltò verso lo stadio e mostrò gli attributi per spiegare, senza bisogno di troppe parole, che la sua squadra aveva carattere, coraggio, fame. Una dichiarazione d’identità affidata a un gesto. Sembrano due storie lontanissime.
Da una parte i Colchoneros, una delle realtà più importanti del calcio europeo. Dall’altra i corallini, reduci da un periodo complicato e da un anno senza calcio. Migliaia di chilometri a separare Madrid e Torre del Greco. Ma il pallone, a volte, riesce ad accorciare anche le distanze più grandi. E allora sarà pure una «questione di centrocampisti». Perché Giampà, proprio come Simeone, arriva da quel ruolo e sembra voler trasferire alla sua squadra la stessa mentalità: correre, soffrire, combattere, non dare mai una palla per persa. La Turris vista contro il Martina ha mostrato soprattutto questo. Una squadra capace di segnare quattro gol, ma anche di soffrire, andare in affanno e trovare comunque la forza per reagire.
Turris, mercato in fermento: Aniello Salzano è a un passo
La Turris accelera sul mercato e si preparano a piazzare un colpo di assoluto rilievo per la mediana. Aniello Salzano,…
Il campionato, naturalmente, è appena cominciato. Sarebbe prematuro fare proclami dopo una sola giornata. Il girone è difficile, le avversarie sono tante e diverse squadre hanno ambizioni importanti. Ma una cosa è certa: la Turris ha una storia, una maglia e una piazza che non possono accontentarsi del ruolo di comprimari. Giampà lo sa. Lo sanno i calciatori. E lo hanno capito anche i tifosi, che domenica al Liguori hanno ritrovato qualcosa che mancava da troppo tempo: una squadra capace di farli soffrire, sì, ma anche di farli esultare. Lo Iacono ha messo la firma sul gol della vittoria.
I compagni hanno sudato fino all’ultimo secondo. Giampà ha messo in campo la sua «garra». E Torre del Greco ha risposto con un boato. Tre punti, dunque. Ma soprattutto tre punti portando a casa mettendo in campo gli attributi. Proprio come questa città pretende dalla sua Turris, una piazza che sta provando a rialzarsi ancora una volta dopo le ferite del recente passato.