Soul-Food Vocalist, la voce prima di tutto: il progetto campano vola a The Voice of Germany
INCONTRI DI VALORE
8 settembre 2026
INCONTRI DI VALORE

Soul-Food Vocalist, la voce prima di tutto: il progetto campano vola a The Voice of Germany

Alessandra Boccia

Quattro voci, gusti musicali diversi e un progetto nato in Campania che adesso vuole superarne i confini. I Soul-food vocalist sono stati tra le sorprese della serata all’Habita79, portando sul palco una storia che parte da lontano e che oggi sembra pronta ad aprire un capitolo nuovo. «È il momento di portare il progetto oltre la Campania, oltre l’Italia», raccontano.

Il primo passo è l’Epico Tour, uno spettacolo con un cast artistico di trenta elementi e musica dal vivo, nel quale brani conosciuti vengono riletti attraverso arrangiamenti pensati per amplificarne forza ed emozione. Ma la novità guarda ancora più lontano: i Soul-food vocalist saranno protagonisti della sedicesima stagione di The Voice of Germany. Al centro rimane ciò da cui tutto è cominciato: la voce. «Vogliamo riportarla al centro, al servizio di grandi arrangiamenti e delle emozioni». Anche sull’intelligenza artificiale il gruppo traccia un confine: può aiutare e velocizzare alcuni passaggi, ma non sostituire la creazione. «Quando manca la veridicità viene meno una cosa che per noi è fondamentale». A raccontare l’identità dei Soul-food vocalist sono soprattutto le loro differenze.

C’è chi resta legato alle grandi voci degli anni Novanta, da Whitney Houston a Céline Dion, chi preferisce le sonorità degli anni Ottanta e chi ascolta senza pregiudizi anche le nuove generazioni, da Billie Eilish a Bad Bunny. Mondi differenti che, messi insieme, diventano «una famiglia musicale». Anche scegliere una canzone che li rappresenti è difficile. Ain’t No Mountain High Enough porta con sé The Voice Generations e l’esperienza all’Apollo Theater di Harlem; We Are Family racconta il legame costruito negli anni, mentre la loro versione di The Show Must Go On rappresenta il nuovo progetto.

E quando il viaggio torna a Napoli, le risposte cambiano ancora: Eduardo De Crescenzo, Pino Daniele, Nino D’Angelo. Tre artisti differenti, tre anime della musica napoletana. È forse questa la cifra dei Soulfoodvocalist: quattro percorsi che non cercano di assomigliarsi, ma trovano nella voce il punto in cui incontrarsi.