Abbattuto un drone carico di droga diretto al carcere di Poggioreale
CRIMINALITA'
9 settembre 2026
CRIMINALITA'

Abbattuto un drone carico di droga diretto al carcere di Poggioreale

Hashish e telefoni sul dispositivo destinato a superare le barriere di protezione del penitenziario
Andrea Ripa

Un drone carico di droga e tecnologia diretto verso il carcere. È stato intercettato e abbattuto dalla Polizia Penitenziariaprima che potesse raggiungere la casa circondariale di Napoli Poggioreale. A bordo del velivolo c’erano un iPhone di ultima generazione e circa 150 grammi di hashish. L’episodio rappresenta, secondo le prime risultanze investigative, l’ennesimo tentativo di far arrivare materiale illecito all’interno del penitenziario napoletano. Il carico è stato recuperato e sequestrato, mentre sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire la provenienza del drone e individuare i responsabili dell’operazione.

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A darne notizia dell’intervento è l’Uspp, con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, che sottolineano il lavoro svolto dagli agenti per intercettare il velivolo.Secondo il sindacato, droga e telefono sarebbero stati destinati ad alimentare il mercato clandestino di stupefacenti e cellulari all’interno del carcere. Un sistema che negli ultimi anni ha trovato proprio nei droni uno degli strumenti utilizzati per tentare di aggirare i controlli tradizionali. «Si tratta dell’ennesimo tentativo di introdurre materiale illecito nella casa circondariale partenopea, sventato grazie all’attività di controllo e vigilanza della Polizia Penitenziaria», sottolineano Moretti e Auricchio. L’episodio, secondo l’Uspp, fotografa anche una nuova frontiera della sicurezza carceraria. Non più soltanto pacchi lanciati dall’esterno o tentativi di introduzione attraverso i colloqui, ma velivoli capaci di raggiungere direttamente le strutture penitenziarie dall’alto.

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«È in atto una guerra tecnologica con la criminalità organizzata determinata a superare i sistemi di sicurezza degli istituti penitenziari attraverso l’impiego di velivoli sofisticatissimi», sostiene il sindacato. L’Uspp esprime quindi apprezzamento per il personale in servizio a Poggioreale, definito un presidio fondamentale per la sicurezza dell’istituto, degli operatori e dell’intera collettività.

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Ma insieme agli elogi arriva anche un nuovo appello al potenziamento della sicurezza. Per il sindacato servono maggiori controlli perimetrali, tecnologie hi-tech adeguate e un rafforzamento degli organici, proprio per contrastare modalità sempre più sofisticate di introduzione di telefoni e sostanze stupefacenti. La situazione del carcere napoletano, evidenzia ancora l’Uspp, resta particolarmente delicata: circa 2.300 detenuti e un deficit di organico di 200 unità. Un quadro nel quale, secondo il sindacato, garantire quotidianamente ordine e sicurezza interna richiede uno sforzo enorme da parte degli agenti. Il drone abbattuto rappresenta così un nuovo fronte della battaglia per la sicurezza di Poggioreale. E dietro un telefono e 150 grammi di hashish intercettati prima dell’ingresso nel carcere resta la sfida più ampia: impedire che la tecnologia diventi uno strumento nelle mani di chi tenta di alimentare i traffici illeciti dentro le mura del penitenziario.