Ercolano, la sicurezza a giorni alterni: il comandante dei vigili urbani in «prestito» a Castellammare
LE SCELTE DELLA POLITICA
9 settembre 2026
LE SCELTE DELLA POLITICA

Ercolano, la sicurezza a giorni alterni: il comandante dei vigili urbani in «prestito» a Castellammare

Alberto Dortucci

Ercolano. Il comandante della polizia municipale «prestato» per due giorni a settimana – in pratica il 33% della sua prestazione di servizio – al Comune di Castellammare di Stabia.

È quanto prevede la convenzione approvata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonietta Garzia per l’utilizzo condiviso «a scavalco» del dirigente Nicola Vanacore, dirigente del settore Sicurezza e «capo» dei vigili urbani del comando di vico Pace.

La procedura

La richiesta era arrivata da Castellammare lo scorso 5 agosto: palazzo Farnese – fresco di secondo scioglimento consecutivo per infiltrazioni camorristiche – aveva chiesto di utilizzare parzialmente Nicola Vanacore fino al termine dell’anno.

Pochi giorni dopo è arrivato il via libera di Ercolano e lo schema della convenzione.

Adesso l’operazione è nero su bianco: il capo del comando di vico Pace continuerà a essere dirigente del Comune di Ercolano, ma per due giorni alla settimana presterà servizio a Castellammare.

L’accordo è previsto per quattro mesi dalla data di conferimento dell’incarico e, comunque, finché i commissari straordinari oggi alla guida della città delle acque non avranno coperto stabilmente il posto di dirigente di vigilanza-comandante della polizia municipale.

Una soluzione amministrativamente possibile, che consente a Castellammare di tamponare la propria scopertura e che prevede il rimborso per l’ente di corso Resina di un terzo del trattamento economico del dirigente.

L’emergenza sicurezza

Ma il problema all’ombra degli Scavi, a dispetto dei conti in rosso del Comune, non è solamente tecnico: Ercolano non è esattamente una città in cui la polizia municipale si può permettere il lusso di tirare il fiato.

Il calendario della movida – in particolare nei fine settimana – racconta una città alle prese con una vera e propria emergenza giovanile. Piazza Trieste e Trento e corso Italia sono diventati i punti più esposti: strade in cui, soprattutto nelle ore serali, il confine tra movida e caos appare sempre più sottile.

Gruppi di ragazzi, risse, schiamazzi, comportamenti pericolosi in sella a scooter e moto, viabilità paralizzata. Insomma, una potenziale bomba sociale denunciata in diverse occasioni dagli abitanti delle zone a rischio.

Ma proprio nel momento in cui servirebbe un ulteriore sforzo in termini di controllo e presidio del territorio, il dirigente della polizia municipale sarà chiamato a occuparsi anche delle emergenze di Castellammare.

Non propriamente una città qualsiasi. Castellammare è una realtà che ha conosciuto una lunga e tormentata stagione sul fronte della legalità, una città in cui  la questione del controllo del territorio e della macchina amministrativa ha assunto un peso tutt’altro che ordinario.

I dubbi irrisolti

La convenzione approvata a corso Resina non dice nulla in merito all’emergenza sul fronte della sicurezza vissuta all’ombra del Vesuvio, né entra nel merito dei problemi della movida cittadina o evidenzia la necessità – sottolineata in primis dallo stesso sindaco Antonietta Garzia – di rafforzare i controlli ambientali per frenare la storica piaga degli sversamenti abusivi dei rifiuti.

Del resto, il provvedimento è un atto di natura organizzativa e si limita a disciplinare l’utilizzo condiviso e a scavalco del dirigente. La norma richiamata consente espressamente la formula e la giunta ha approvato lo schema, dichiarando il provvedimento immediatamente eseguibile. Ma fuori dagli uffici comunali ci sono le strade.

E sulle strade la domanda è un’altra. Chi comanda i vigili urbani quando piazza Trieste e Trento si riempie? Chi coordina i controlli quando corso Italia diventa una trappola per la circolazione? Chi organizza il dispositivo necessario a evitare che la movida degeneri? La risposta formale è che Nicola Vanacore sarà a Ercolano quattro giorni su sei previsti dal servizio.

Nei restanti due giorni, invece, si dovrà occupare delle criticità di un’altra città. Almeno fino alla fine del 2026, salvo proroghe.

E così, proprio mentre il tema della legalità torna a essere centrale nelle piazze e lungo le strade di Ercolano, l’amministrazione comunale uscita vincitrice dalle elezioni dello scorso mese di maggio sceglie di condividere il proprio comandante.

La sicurezza, insomma, resta. Ma, ora, solo part time.

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