IA ovunque: la nuova elettronica di consumo in mostra a Berlino
BERLINO – Negli spazi di Messe Berlin, IFA 2026 ha riunito nella capitale tedesca dal 4 all’8 settembre una parte consistente dell’industria mondiale della tecnologia di consumo. Il bilancio finale parla di 240 mila visitatori provenienti da 155 Paesi, 5.200 tra giornalisti, blogger e content creator, e oltre 2 mila espositori, numeri superiori a quelli dell’edizione precedente che confermano la dimensione sempre più internazionale della manifestazione. Per cinque giorni, i padiglioni berlinesi hanno messo insieme grandi gruppi, produttori emergenti, startup e centri di ricerca, tra prodotti già pronti per il mercato e tecnologie che provano ad anticiparne l’evoluzione.
Quella che per oltre un secolo è stata soprattutto la grande vetrina europea di radio, televisori ed elettrodomestici continua così a cambiare pelle. IFA 2026 ha allargato ulteriormente i propri confini verso intelligenza artificiale, robotica, smart home, computing, salute digitale, mobilità ed energia, con l’IA e i robot presenti trasversalmente in quasi tutte le aree espositive. Mai, secondo gli organizzatori, si erano visti così tanti robot nei padiglioni, dai rasaerba autonomi agli umanoidi.

È stata l’intelligenza artificiale personale ad aprire simbolicamente la manifestazione. Nel keynote inaugurale, AMD ha raccontato un futuro prossimo nel quale l’IA non vivrà soltanto nel cloud ma si sposterà sempre più sui dispositivi, comprenderà il contesto e proverà ad anticipare le necessità dell’utente. Una visione nella quale il computer smette progressivamente di essere uno strumento che attende ordini per trasformarsi in qualcosa che lavora accanto a noi, mantenendo al tempo stesso maggiore controllo sui nostri dati.

Passeggiando tra gli stand, il concetto di “IA ovunque” ha assunto forme molto diverse. Computer che cambiano forma a seconda dell’utilizzo, auricolari capaci di monitorare il sonno, occhiali che traducono e riconoscono ciò che vediamo, sistemi energetici che decidono quando accumulare elettricità, robot domestici sempre più autonomi e persino uno spazzolino che utilizza una videocamera e il machine learning per capire come intervenire.

Più che una corsa all’effetto wow fine a se stesso, emerge così il tentativo di rendere IA, sensori e automazione meno visibili ma più utili, facendoli entrare in oggetti e gesti quotidiani.
In questo speciale, alcune delle novità più interessanti viste a Berlino, tra prodotti ormai prossimi al mercato e concept che provano ad anticipare quello che potrebbe arrivare nei prossimi anni.

ACER – Uno dei prodotti più originali visti a IFA 2026 è Project DualPlay Mini, concept da 8 pollici con cui Acer prova a cancellare il confine tra console portatile e mini notebook. Chiuso si impugna come un normale handheld da gaming, con display al centro e controlli ai lati; quando serve qualcosa di diverso, lo schermo si apre e ruota grazie a un meccanismo flip-and-swivel, rivelando una tastiera fisica retroilluminata.
In questa configurazione può essere utilizzato per scrivere, lavorare sui documenti o gestire la posta, ma anche diventare una piccola postazione da gioco collegando un mouse Bluetooth. Acer ha lavorato anche sul raffreddamento con una soluzione a doppia ventola, una delle quali metallica AeroBlade, mutuata dall’esperienza della famiglia Predator.
Per ora DualPlay Mini resta un concept, senza prezzo né data di commercializzazione. Il punto interessante è però l’idea che rappresenta: invece di costringere a scegliere tra handheld e computer ultraportatile, Acer prova a far convivere i due utilizzi nello stesso oggetto.

AGIBOT – Uno dei prodotti che in fiera ha fermato il pubblico è stato A3. L’umanoide di AGIBOT è alto 173 centimetri, pesa 55 chili ed è stato progettato espressamente per spettacoli, intrattenimento, accoglienza e interazione con il pubblico. I 31 gradi di libertà attivi e i 12 kW di potenza istantanea gli permettono movimenti decisamente più dinamici, fino alla corsa e alle capriole, rispetto all’immagine ancora un po’ rigida che associamo ai robot umanoidi.
Le due batterie per complessivi 1.152 Wh consentono, nelle condizioni dichiarate dal produttore, fino a dieci ore di funzionamento e possono essere sostituite senza spegnere il robot. Ancora più interessante in prospettiva è la capacità di coordinare con precisione oltre cento A3 contemporaneamente, con connettività 5G e posizionamento UWB: non quindi un singolo robot da esibizione, ma una piattaforma pensata anche per lavorare in gruppo.
A3 non è il maggiordomo robotico che domani entrerà nelle nostre case. È però una delle dimostrazioni più visibili di un passaggio che a IFA si è visto più volte: l’intelligenza artificiale che smette di stare soltanto dentro uno schermo e acquista un corpo capace di muoversi nello spazio reale.

ANKER – Con Sleep 4 Pro, Anker porta sensori e algoritmi in un luogo nel quale la tecnologia dovrebbe farsi sentire il meno possibile: il sonno. Gli auricolari non si limitano infatti a isolare i rumori notturni. Un sensore PPG in-ear rileva frequenza cardiaca e variabilità del battito durante la notte, mentre il sistema Track-Assess-Adjustment utilizza questi dati per interpretare le diverse fasi del riposo.
La tecnologia BioSync interviene invece sul versante audio, modificando dinamicamente i contenuti riprodotti in funzione dei dati raccolti, mentre lo snore masking cerca di attenuare il disturbo provocato dal russare di chi dorme con noi. Anche la custodia cambia ruolo: diventa uno SleepHub con display AMOLED touch, dal quale impostare la sveglia, scegliere i suoni e consultare al mattino un riepilogo della notte senza aprire l’app sul telefono.
È un buon esempio della direzione presa dai wearable: meno semplici accessori dello smartphone e sempre più dispositivi specializzati, costruiti intorno a un singolo momento della giornata. La disponibilità dei Sleep 4 Pro è prevista negli Stati Uniti a novembre, mentre Anker deve ancora dettagliare tempi e prezzi per il mercato europeo.

COZYTIME – Anche il barbecue finisce nel territorio dell’IA. LUMO è un grill elettrico indoor a infrarossi che prova a riprodurre in casa parte dell’esperienza della griglia tradizionale eliminandone uno dei problemi più evidenti: il fumo. Il sistema di riconoscimento analizza oltre 40 categorie di alimenti, valutando parametri come spessore, superficie, temperatura iniziale e peso per impostare automaticamente la cottura più adatta.
Il riscaldamento utilizza un sistema ottico a infrarossi lontani a 360 gradi, che concentra l’energia sulla superficie del cibo per ottenere temperature elevate limitando fiammate, schizzi e produzione di fumo. La macchina può lavorare come grill, piastra, piccolo forno e anche come smoker, grazie a un modulo dedicato all’affumicatura. Tutte funzioni che trasformano quello che potrebbe sembrare l’ennesimo piccolo elettrodomestico da cucina in un sistema decisamente più versatile.
A Berlino LUMO ha ottenuto anche una menzione Honoree nella categoria “Best in Smart Home” degli IFA Innovation Awards. Ed è forse proprio in cucina che si comprende meglio la nuova fase dell’IA consumer: meno chatbot da interrogare, più algoritmi chiamati a svolgere automaticamente operazioni molto concrete.

DJI – IFA 2026 ha segnato il debutto europeo di Osmo 360 II, seconda generazione della camera panoramica con cui DJI prova a ritagliarsi uno spazio in un settore finora dominato soprattutto da Insta360. La novità più evidente è la possibilità di registrare video panoramici nativi fino a 8K a 60 fotogrammi al secondo, affiancati da fotografie HDR a 360 gradi da 120 megapixel.
Ma l’evoluzione rispetto alla prima generazione passa anche da aspetti più pratici. AI SuperNight 2.0 migliora le riprese panoramiche con poca luce, Spotlight Follow può mantenere automaticamente un soggetto al centro durante la rotazione della camera e le due lenti, ora più resistenti ai graffi, diventano finalmente sostituibili dall’utente. Una modifica poco spettacolare sulla carta, ma importante su un dispositivo le cui ottiche sporgenti sono inevitabilmente esposte agli urti.
A bordo ci sono inoltre 105 GB di memoria utilizzabile, impermeabilità fino a 10 metri senza custodia e sistema di aggancio rapido bidirezionale. È una camera pensata soprattutto per sport, viaggi e creator, ma racconta anche quanto l’imaging consumer stia spostando sempre più parte del lavoro dalla fase di ripresa a quella di elaborazione intelligente del contenuto. Con un peso di 183 grammi, Osmo 360 II dichiara fino a 100 minuti di registrazione continua in 8K/30 fps.

DYSON – Dopo aspirapolvere, purificatori e prodotti per la cura dei capelli, Dyson entra per la prima volta nell’igiene orale con CameraJet. E lo fa nel modo più Dyson possibile: mettendo insieme spazzolino elettrico, telecamera, algoritmi di riconoscimento e un getto di liquido che interviene negli spazi tra i denti mentre si spazzola.
Nel collo dello spazzolino trova posto una videocamera macro da 100 mila pixel che analizza fino a 28 immagini al secondo. Il sistema Gap Optical Targeting, addestrato tramite machine learning, riconosce e segue gli spazi interdentali e, quando ne individua uno, attiva in meno di un decimo di secondo un getto conico di collutorio. L’obiettivo è quindi automatizzare in parte anche il passaggio che normalmente richiederebbe filo o strumenti dedicati.
Tramite l’app MyDyson è inoltre possibile vedere in diretta ciò che inquadra la camera e ricevere indicazioni sulla copertura della pulizia. Sul fronte privacy, l’azienda precisa che le immagini vengono elaborate durante l’utilizzo ma non vengono registrate, conservate o condivise nel cloud. Un prodotto insolito, ma perfettamente coerente con un’IFA nella quale sensori e IA sono entrati anche negli oggetti più personali.

ECOFLOW – Non tutta l’intelligenza artificiale vista a Berlino ha un display. Con STREAM 5000 e OASIS 3.0, EcoFlow la porta dietro le quinte della casa, affidandole la gestione di produzione, accumulo e consumo dell’energia. STREAM 5000 integra una batteria da 5.024 Wh, gestisce fino a 5.000 W di ingresso fotovoltaico e può erogare fino a 3.000 W, con un’architettura modulare che consente di ampliare progressivamente il sistema fino a capacità molto superiori.
La parte più interessante è però il software. OASIS 3.0 incrocia produzione solare, consumi domestici, previsioni meteorologiche e tariffe elettriche per costruire una strategia energetica, decidendo quando conviene accumulare energia, utilizzarla o ricorrere alla rete. Non si limita quindi a visualizzare i flussi, ma prova a gestirli in anticipo.
Con EcoBot l’interazione diventa ancora più semplice: l’utente può indicare in linguaggio naturale un obiettivo, il sistema elabora una strategia e, dopo l’approvazione, la esegue. È forse una delle applicazioni meno appariscenti dell’IA viste a IFA, ma anche una delle più interessanti: l’algoritmo non chiede attenzione, lavora in sottofondo per ottimizzare una risorsa sempre più importante.

ECOVACS – Con DEEBOT X12S OmniCyclone, ECOVACS aggiorna il vertice della propria gamma di robot aspirapolvere e lavapavimenti. L’elemento centrale è il nuovo OZMO Roller 3.0, rullo da 27 centimetri che durante il funzionamento viene continuamente risciacquato con acqua pulita, mentre quella sporca viene recuperata per evitare di trascinarla nuovamente sul pavimento.
Il sistema di aspirazione BLAST raggiunge 53 Air Watt, il 60% in più rispetto alla generazione precedente, con una depressione massima dichiarata di 27.000 Pa. Per le macchie più ostinate entra in gioco FocusJet, che spruzza preventivamente la soluzione detergente lasciandola agire prima del passaggio del rullo, mentre TruEdge 3.0 estende la pulizia fino ai bordi.
La stazione OmniCyclone elimina il sacchetto per la polvere e automatizza buona parte della manutenzione. Sul fronte software compare AGENT YIKO 3.0, assistente basato sull’IA che interpreta i comandi vocali e può ricordare le preferenze di pulizia dell’utente. Interessante anche l’attenzione alla privacy con una copertura fisica che permette di oscurare la videocamera AIVI quando non la si vuole utilizzare. In Italia il DEEBOT X12S OmniCyclone è disponibile da oggi a 1.299 euro.

L’ATITUDE 52°N – Gli occhiali sono forse il luogo più naturale per rendere l’IA davvero “invisibile”. La Departure Collection di L’Atitude 52°N, startup nata tra la cultura del design berlinese e l’ecosistema tecnologico di Shenzhen, prova a farlo senza trasformare la montatura in un oggetto dall’aspetto apertamente ii-tech. I due modelli Berlin e Milan pesano circa 50 grammi e nascondono una fotocamera Sony da 12 megapixel con campo visivo di 107 gradi, 32 GB di memoria, due speaker open-ear e cinque microfoni con riduzione del rumore.
Il cuore dell’esperienza è Goya AI, assistente costruito su Google Gemini. Basta pronunciare “Hey Goya” per chiedere informazioni su ciò che si sta osservando, riconoscere un monumento o un luogo, ricevere una spiegazione tramite l’AI Tour Guide oppure utilizzare la traduzione in tempo reale tra inglese, tedesco, francese, spagnolo e italiano. Le principali funzioni Goya sono attualmente incluse senza abbonamento.
L’autonomia dichiarata arriva a sei ore, mentre la custodia può fornire tra otto e dieci ricariche aggiuntive. È interessante anche l’attenzione alla privacy: un LED segnala quando la fotocamera è in funzione e la registrazione viene interrotta se viene coperto. Dettagli che diventano cruciali se gli smart glasses vogliono davvero passare da gadget per appassionati a oggetti da indossare per tutta la giornata.

XIAOMI – Al suo debutto a IFA, la multinazionale cinese ha mostrato in anteprima il 18 Fold, pieghevole “mid-fold” che due giorni fa è stato ufficialmente presentato in Cina. Il formato punta a trovare una via di mezzo tra i grandi modelli a libro e i dispositivi più compatti: il display esterno misura 5,38 pollici, quello interno 7,58 pollici, entrambi LTPO fino a 120 Hz, mentre il peso si ferma a 219 grammi e lo spessore a 5,02 millimetri da aperto.
A muoverlo è il nuovo XRING O3, chip proprietario Xiaomi con CPU a dieci core e NPU dedicata all’intelligenza artificiale, con supporto alla nuova memoria LPDDR6, una delle novità hardware che accompagnano il debutto della piattaforma. Il nuovo chip farà girare il sistema operativo HyperOS 4 e il modello MiMo eseguito localmente.
La batteria da 6.000 mAh supporta ricarica cablata a 67 W e wireless a 50 W, mentre il comparto fotografico Leica ruota attorno a una principale da 200 megapixel, affiancata da ultra-grandangolare e teleobiettivo periscopico da 50 megapixel con zoom ottico 3,5x.
I prezzi partono da 10.999 yuan per la versione 12/256 GB e arrivano a 14.999 yuan per la 16 GB/1 TB; una Ceramic Special Edition da 16 GB/1 TB sale a 15.999 yuan. Le vendite in Cina inizieranno il 10 settembre, mentre Xiaomi non ha ancora annunciato disponibilità e prezzi per l’Europa.

Dai computer agli occhiali, dai robot agli elettrodomestici, fino all’energia e all’igiene personale, l’intelligenza artificiale vista a Berlino funziona soprattutto quando smette di chiedere attenzione. Non necessariamente un nuovo dispositivo con cui parlare, dunque, ma una tecnologia che osserva, interpreta e interviene dietro le quinte. Se questa sarà davvero la direzione dell’elettronica di consumo dei prossimi anni, IFA 2026 ne ha mostrato un’anteprima piuttosto convincente.
Gennaro Annunziata

