Castellammare | Il rapper che «canta» il padrino del clan Cesarano si esibirà nel suo rione
Le sue canzoni da mesi stanno scalando le classifiche di visualizzazioni e ascolti su YouTube e Spotify e, nel suo…
«Il passato non può cancellare il diritto a cambiare». È il messaggio con cui l’associazione Quartiere Attivo, organizzatrice del Persica Fest, interviene dopo le polemiche sulla partecipazione di CL4VO, il rapper Raffaele Di Martino, 29 anni, originario di Ponte Persica. Una presa di posizione netta, arrivata dopo le critiche sollevate da una parte dei residenti sulla scelta di inserire l’artista nel programma della manifestazione, nata con finalità sociali e benefiche. Quartiere Attivo rivendica la propria scelta e spiega di credere «nel recupero sociale, nella possibilità di cambiare e nella capacità delle persone di costruire un percorso diverso rispetto al proprio passato».
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L’associazione chiarisce di non voler cancellare né ignorare le vicende che hanno segnato determinate storie personali e comunitarie, ma di voler sostenere chi sceglie, secondo la propria ricostruzione, di intraprendere un percorso differente. «Non lo facciamo per celebrare il passato. Lo facciamo per dare valore al presente e, soprattutto, al futuro», scrive l’associazione, spiegando il senso della decisione di dare spazio al rapper durante il festival. La polemica era esplosa dopo la pubblicazione delle locandine dell’evento e aveva riguardato soprattutto “Scarab”, uno degli ultimi brani di CL4VO. Nel testo compaiono riferimenti a episodi e personaggi della criminalità organizzata legati anche alla storia di Ponte Persica.
Tra questi il riferimento alla fuga dal tribunale di Ferdinando Cesarano e alla latitanza a Dubai di Raffaele Imperiale. L’articolo pubblicato questa mattina da Metropolis, che ha riportato la vicenda, non faceva, invece, alcun riferimento alla storia personale del rapper, né esprimeva valutazioni sul suo eventuale percorso di cambiamento. Il focus era sui contenuti del brano e sulle perplessità sollevate dalla scelta di inserirlo in una manifestazione organizzata nel quartiere considerato il fortino del clan Cesarano.
Ora, però, a cambiare il quadro è anche la decisione dello stesso artista. CL4VO ha annunciato attraverso i suoi canali social che non sarà presente al Persica Fest, comunicando di aver annullato l’esibizione prevista per domani sera, per motivi di salute. Il caso ha intanto aperto un dibattito sul rapporto tra musica, periferie e rappresentazione della criminalità. Un confronto nel quale, almeno finora, la politica è rimasta in silenzio, senza interventi pubblici sulla vicenda. Quartiere Attivo insiste invece sul valore del recupero e del reinserimento. «Una comunità non può limitarsi a chiedere alle persone di cambiare vita: deve anche essere capace di riconoscere, accompagnare e sostenere chi quel cambiamento lo intraprende realmente», si legge nella nota.
Per l’associazione, il compito del festival è anche quello di parlare ai giovani e dimostrare che una storia difficile non debba necessariamente determinare il futuro di una persona. «Si può sbagliare. Si può cambiare. Si può scegliere un’altra strada», è la conclusione. Una posizione che ora resta sul tavolo mentre il rapper, per motivi di salute, ha deciso di non partecipare alla manifestazione. Intanto questa sera inzierà la manifestazione che si svolgerà fino al 13 di settembre durante la quale si esibiranno altri artisti già inseriti nel programma dagli organizzatori.