Ottaviano, giù l'Occhio del Diavolo. Picariello: «Monitoraggio maggiore sul Vesuvio»
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Quarantotto anni dopo, Ottaviano si ferma ancora davanti a quella lapide. Il nome è quello di Pasquale Cappuccio, avvocato, consigliere comunale del Psi e uomo delle istituzioni ucciso dalla camorra il 13 settembre 1978. Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lapide che ne ricorda il sacrificio, in una cerimonia che ha riunito amministratori, rappresentanti delle istituzioni, familiari e cittadini. Un appuntamento che, per una volta, ha messo da parte le divisioni politiche. Alla commemorazione hanno partecipato infatti esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione, nel segno di una memoria che appartiene all’intera comunità.
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«Abbiamo ricordato un uomo delle istituzioni, un consigliere comunale, un cittadino che ha pagato con la vita il coraggio di opporsi alla camorra», ha sottolineato il sindaco Ferdinando Federico. «Essere lì, insieme alla sua famiglia, alle istituzioni e a tanti cittadini, non è stato soltanto un dovere istituzionale. È stato un momento importante per tutta la nostra comunità». Il ricordo, nelle parole del primo cittadino, non deve però rimanere confinato alla cerimonia. «Ricordare Pasquale Cappuccio significa continuare a raccontare soprattutto ai più giovani da che parte scelse di stare. La camorra si combatte anche così: con la memoria, con l’esempio e con istituzioni che non abbassano mai lo sguardo».
Un messaggio che guarda soprattutto al futuro. Perché la storia di Cappuccio non venga relegata a una ricorrenza annuale, ma continui a essere conosciuta dalle nuove generazioni. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio comunale Felice Picariello, che ha ricordato Cappuccio come «avvocato e consigliere comunale del Psi, ucciso dalla camorra 48 anni fa per il suo coraggio e la sua determinazione». «Il suo sacrificio non può restare un ricordo chiuso in una data sul calendario», ha aggiunto Picariello. «Deve diventare esempio vivo e partecipazione attiva per le nuove generazioni: un patrimonio di valori da trasmettere nelle scuole, nelle piazze, nella vita quotidiana della nostra comunità». Ed è proprio questa la sfida che Ottaviano prova a rilanciare attraverso la memoria di Cappuccio: trasformare il ricordo di un uomo ucciso dalla criminalità organizzata in un messaggio di vita civile, partecipazione e coraggio.
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«La memoria di Pasquale Cappuccio deve trasformarsi in un momento di festa collettiva: non per dimenticare il dolore, ma per affermare con forza che Ottaviano sceglie il profumo, il coraggio civile e la partecipazione come strada per il futuro», ha concluso il presidente del Consiglio comunale.Davanti alla lapide, intanto, resta quella corona di fiori. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico. Quarantotto anni non hanno cancellato il nome di Pasquale Cappuccio e il messaggio che porta con sé: davanti alla camorra, scegliere da che parte stare è ancora una questione di coraggio.