Castellammare | Adescata su Instagram e stuprata in cantina: tutti i dettagli dell'inchiesta
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Tra le strade della movida di Castellammare di Stabia e i quartieri della provincia di Napoli si sta consumando una grave emergenza. Palese agli occhi di tutti ma affrontata con un silenzio complice. L’associazione Campania in Ascolto rompe il silenzio a seguito degli avvenimenti dello scorso mese. Una denuncia verso una realtà oramai insostenibile, indice di un Terzo Settore ad un passo dal baratro, caratterizzato da iniziative frammentate e non in grado di contribuire al sociale.
La comunità di Castellammare di Stabia fa ancora i conti con i recenti episodi di violenza sessuale. Non un incidente isolato ma il sintomo di un tessuto sociale e culturale lacerato. “Di fronte ai due stupri avvenuti di recente a Castellammare non si può rispondere con il solito cordoglio di facciata o con cortei simbolici che durano una sera” dichiara Campania in Ascolto. “La violenza di genere e la cultura del sopraffare nascono proprio lì dove lo Stato e le istituzioni educative hanno abdicato al loro ruolo.“
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Parlare tramite slogan non è più sufficiente se tra i giovani si parla ancora di cultura del possesso. “La prevenzione dei reati d’odio e della violenza sessuale non si fa con i workshop di un’ora, ma con la presenza capillare nei quartieri, con il monitoraggio delle condotte a rischio fin dell’infanzia.” Una presenza territoriale con una falla ben evidente, suggeriscono gli ultimi avvenimenti, in cui le attività giovanili sono occasione di speculazione economica: spesso la gestione di questi spazi è affidata a soggetti che non hanno alcuna formazione in ambito sociale. “L’aggregazione senza regole ed etica non è sociale: è solo caos a pagamento.” Continua la nota.
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Tra le radici del problema c’è un’educazione alla devianza che parte proprio dai nuclei familiari. “Assistiamo a bambini di soli 3 o 4 anni che utilizzano un vocabolario volgarissimo e a giovani che idealizzano e scimmiottano personaggi con passati criminali presi da TikTok e dalle serie TV.” Una situazione aggravata anche dalla delinquenza giovanile, fenomeno sempre più frequente e dalla mancanza di sanzioni adeguate, denuncia la nota di Campania in Ascolto.
A confermare una situazione fuori controllo sono le statistiche ufficiali sulle dinamiche criminali nella provincia di Napoli e nell’area stabiese. Raddoppiano i processi ai minori, 132 mila denunce all’anno e una risposta repressiva non più sufficiente dinanzi ad un Terzo Settore inadempiente.
“Fare sociale non è un hobby né una passerella d’immagine: è una responsabilità civile ed etica enormemente delicata” sottolinea l’associazione; che ha in programma percorsi di formazione per i propri volontari. “Senza il superamento di questo percorso formativo e dei relativi momenti di verifica, a nessuno è consentito svolgere attività operative o entrare in contatto con gli utenti e i minori” spiega la nota. “Non lasciamo e non si deve lasciare spazio all’improvvisazione”