Camion sul sagrato della chiesa a Sant'Agnello, assolto Langellotto
È arrivata l’assoluzione per Salvatore Langellotto nel procedimento nato dall’episodio dei camion dell’impresa edile parcheggiati sul sagrato della chiesa dei…
Una sentenza di assoluzione che non convince affatto la Procura e che trasforma il caso del sagrato “occupato” dai tir in una battaglia giudiziaria da combattere fino all’ultimo grado di giudizio. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, ha deciso di impugnare la decisione del Giudice monocratico e di presentare ricorso direttamente in Cassazione per annullare l’assoluzione con formula piena incassata da Salvatore Langellotto.
Camion sul sagrato della chiesa a Sant'Agnello, assolto Langellotto
È arrivata l’assoluzione per Salvatore Langellotto nel procedimento nato dall’episodio dei camion dell’impresa edile parcheggiati sul sagrato della chiesa dei…
Al centro del contenzioso penale vi è la vicenda che il 30 dicembre 2023 vide protagonisti cinque autocarri della società “Napoli UNO”, riconducibile all’imprenditore, fatti accedere sul sagrato della chiesa dei Santi Prisco ed Agnello a Sant’Agnello per ricevere la solenne benedizione del parroco. Un’area di proprietà comunale, chiusa da una catena con lucchetto, che per circa quaranta minuti venne invasa dai pesanti automezzi. La manovra, priva di qualsiasi autorizzazione comunale, causò il blocco totale del traffico cittadino e venne poi enfatizzata attraverso la pubblicazione dei video sui social network.
Due anni e otto mesi di reclusione. È la condanna pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata nei confronti dell'imprenditore Salvatore…
Nonostante il Tribunale, accogliendo le motivazioni sollevate dall’avvocato Antonio de Martino, abbia riconosciuto la sussistenza materiale delle condotte – evidenziando persino l’attuazione di “modalità violente e tumultuose”, la forzatura delle protezioni e la paralisi della viabilità – l’imputato è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”. Il giudice ha infatti escluso l’elemento del dolo specifico: per la sentenza, la condotta non era finalizzata all’occupazione dell’area o all’ottenimento di un profitto ingiusto, derubricando il ritorno d’immagine promozionale a un mero e accidentale vantaggio morale. È proprio su questo snodo interpretativo che fa leva l’offensiva del Procuratore della Repubblica, Nunzio Fragliasso.
La Procura non ci sta a veder ridotta a un episodio privo di rilevanza penale quella che reputa una palese e preordinata prevaricazione degli spazi pubblici. Nel ricorso presentato alla Suprema Corte, i magistrati oplontini sostengono l’incompatibilità logico-giuridica tra l’accertata violenza delle modalità di occupazione e l’assenza dell’intenzione punibile, contestando fermamente la tesi del vantaggio meramente “occasionale”. La parola finale passerà ora ai giudici di Piazza Cavour.