Castellammare | Adescata su Instagram e stuprata in cantina: tutti i dettagli dell'inchiesta
Adescata su Instagram, portata con l’inganno in una cantina, immobilizzata, picchiata e poi violentata. E’ la sequenza dell’orrore ricostruita nelle…
Una piazza gremita, compatta e determinata ha risposto all’appello contro la violenza di genere. A spingere i cittadini di Castellammare di Stabia e dei comuni limitrofi a scendere in strada sono stati gli ultimi, drammatici fatti di cronaca che hanno scosso il territorio tra la città stabiese e Pompei, con episodi di violenze sessuali ai danni di una 22enne e di uno studente padovano di diciassette. L’iniziativa ha raccolto un’ampia adesione da parte del tessuto sociale, associativo e politico locale.
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Tra i presenti figuravano il CIF (Centro Italiano Femminile), il comitato Una e Centomila di Vico Equense, i ragazzi dei Forum dei Giovani di Castellammare e Santa Maria la Carità, la rete Campania in Ascolto, i Giovani Democratici e gli operatori del Centro antiviolenza locale. Presente anche il sindaco di Santa Maria la Carità, Giosuè D’Amora, al fianco di rappresentanti politici del Partito Democratico, del Partito Socialista, di Progressisti Stabiesi e di Italia Viva.
Violenza sessuale su uno studente di 17 anni, arrestato custode degli Scavi di Pompei
Prima la proposta di una visita fuori dal percorso aperto al pubblico. Poi, all'interno di una domus degli Scavi di…
Duro e netto l’intervento delle esponenti del CIF, che hanno ribadito l’urgenza di stare accanto alle vittime e di arrestare un’escalation di abusi che colpisce in prevalenza le donne. «Oggi diciamo che siamo stati fortunati a non dover piangere un’altra vittima, ma la sequenza di aggressioni registrata ad agosto dimostra che ci troviamo di fronte a un’emergenza anzitutto culturale», ha dichiarato Pina Scognamiglio, presidente del CIF di Castellammare.
Scognamiglio ha poi richiamato l’attenzione sui dati nazionali: «In Italia tre milioni di donne hanno subito violenze fisiche o sessuali prima dei sedici anni. Ci chiediamo cosa si stia aspettando per introdurre l’educazione sesso-affettiva nelle scuole: la prevenzione e il rispetto si insegnano da piccoli». Un accorato richiamo alla responsabilizzazione istituzionale è giunto anche dal sindaco D’Amora, che ha individuato nelle scuole e negli enti locali il punto di partenza per formare alle relazioni sane. A chiudere il presidio sono state le parole di Don Pasquale, incentrate sul recupero del valore umano: «Serve ripartire dall’umanità e imparare di nuovo a guardare l’altro come persona. Il male non deve rassegnarci, ma spingerci ad azioni concrete».