La pioggia non ferma l’entusiasmo sul Vesuvio per la UltraMarathon
L'EVENTO
19 settembre 2026
L'EVENTO

La pioggia non ferma l’entusiasmo sul Vesuvio per la UltraMarathon

Dalle prime luci dell'alba gli atleti impegnati in una delle manifestazioni più attese del calendario podistico nazionale
Giovanna Salvati

La pioggia non ha fermato l’entusiasmo, né tantomeno la voglia di correre. Alle prime luci di questa mattina, davanti al Palazzo Mediceo di Ottaviano, le porte del Parco Nazionale del Vesuvio si sono trasformate nel punto nevralgico della grande partenza della Vesuvio UltraMarathon, una delle manifestazioni più attese del calendario nazionale. Oltre 900 atleti, arrivati da ogni angolo del mondo, si sono radunati sotto un cielo incerto, pronti a sfidare i sentieri lavici che conducono fino al gigante del Sud.Le distanze — 63 km, 43 km, 21 km e 12 km — raccontano già da sole la natura della gara: un viaggio fisico ed emotivo, un confronto diretto con la montagna, con la sua storia e con la sua bellezza aspra. Il via, scandito dall’adrenalina e dal rumore delle prime falcate, ha aperto una delle pagine più suggestive dello sport italiano, un rito che ogni anno si rinnova e che continua a crescere.

La Vesuvio UltraMarathon non è solo una corsa. È un progetto, una visione, un’idea di territorio che diventa sport e turismo. A firmarla c’è il dottor Giuseppe Miranda, anima e motore della manifestazione, insieme al suo team: un gruppo che da anni lavora per trasformare il Vesuvio in un palcoscenico internazionale, credendo nella forza dei suoi sentieri e nel valore di una comunità che sa accogliere.

Nonostante la pioggia, il colpo d’occhio è stato quello delle grandi occasioni: pettorali colorati, volti concentrati, lingue diverse che si mescolano, famiglie e appassionati assiepati lungo la strada. Un mosaico sportivo che conferma la vocazione del Vesuvio come risorsa, non solo naturale, ma anche agonistica.E mentre gli atleti si arrampicano verso le quote più alte, resta l’immagine di una partenza che profuma di determinazione e appartenenza. Una corsa che non è solo competizione, ma racconto. E oggi, quel racconto ha scritto un nuovo capitolo.