Machete, coltelli e tirapugni: ecco cosa entra nelle scuole italiane
L'ALLARME
19 Settembre 2026
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Machete, coltelli e tirapugni: ecco cosa entra nelle scuole italiane

Il bilancio dei controlli delle forze dell'ordine
Tiziano Valle

Un arsenale fatto di decine di coltelli, tirapugni, sfollagente e persino machete. È il desolante quadro emerso tra febbraio e maggio di quest’anno a seguito dei controlli effettuati in 276 scuole su tutto il territorio nazionale.

L’origine dei controlli

Le verifiche, svolte tramite l’impiego di metal detector negli istituti, sono state promosse in applicazione della circolare congiunta approvata lo scorso gennaio dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione, Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara, nata con l’obiettivo di contrastare la crescente diffusione delle armi da taglio tra i giovanissimi dopo la tragica morte di uno studente all’Istituto Einaudi della Spezia.

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La scelta delle verifiche

Il meccanismo operativo prevede che gli interventi possano essere promossi su richiesta diretta dei dirigenti scolastici, attraverso interlocuzioni sistematiche con Prefetture e Questure. A tal proposito, il ministro Valditara ha sottolineato la prontezza delle istituzioni: «Laddove la comunità scolastica abbia chiesto l’intervento del Prefetto, la risposta è stata immediata ed efficace grazie al lavoro delle forze dell’ordine. Ora che si scopre che il 70% dei giovani è favorevole a controlli di questo tipo, si chieda piuttosto a quelle forze politiche che hanno contestato la misura come repressiva che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?».

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Lo scenario a Napoli

Nel frattempo, le iniziative sul territorio proseguono. In concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’uso di metal detector mobili agli ingressi degli istituti, affiancati da unità cinofile per la prevenzione e il contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il testo della direttiva interministeriale ribadisce che «la scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza» e che «la sicurezza è la condizione dell’autentica libertà».

La necessità delle segnalazioni

Le attività di vigilanza e presidio sono ritenute fondamentali per affermare la presenza dello Stato, ma si specifica che per risultare efficaci devono essere affiancate da strumenti di prevenzione, gestione tempestiva delle segnalazioni e supporto nei casi di fragilità e disagio giovanile.

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Il sondaggio tra gli studenti

A confermare l’accoglienza positiva della misura tra gli studenti sono i dati di un sondaggio condotto da Skuola.net: il 28% dei ragazzi si dice fortemente favorevole ai controlli considerandoli essenziali per la propria incolumità, mentre un ulteriore 40% li ritiene un deterrente utile da applicare nei contesti più critici. Sul fronte opposto, solo il 32% si dichiara contrario, dividendosi tra chi considera il provvedimento una misura repressiva inefficace (16%) e chi teme possa persino peggiorare il clima scolastico (16%).