La seconda vita del Santa Rosa: Sorrento ritrova la sua anima in un libro di mare e rinascite
CULTURA
21 settembre 2026
CULTURA

La seconda vita del Santa Rosa: Sorrento ritrova la sua anima in un libro di mare e rinascite

La presentazione del volume di Salvatore Dare si trasforma nel racconto corale di una città. Dal salvataggio del gozzo d'epoca alle battaglie per l'identità locale.
Marco Cirillo

Una barca ha riempito una sala, ma, alla fine, a riempire quella sala è stata soprattutto Sorrento. Sabato sera, la sala consiliare del Palazzo Municipale è diventata il palcoscenico di un’emozione collettiva per la presentazione del libro “Santa Rosa. Storie di barche, uomini, tempeste e rinascite”, scritto dal giornalista Salvatore Dare ed edito da Franco Di Mauro Editore. Nato per volontà degli armatori Rosaria Iaccarino e Giancarlo Antonetti, il volume usa lo scafo di uno storico gozzo del 1951, il  Santa Rosa, come un meraviglioso pretesto per esplorare l’anima profonda, le passioni e le ferite della comunità sorrentina. Davanti a un pubblico numerosissimo e trasversale – fatto di istituzioni, volti della cultura e semplici cittadini – la serata, moderata da Giuseppe Damiano, si è trasformata in un tributo alla memoria e alla capacità di ripartire dopo ogni mareggiata.

Santa Rosa, il gozzo che sfidò il tempo diventa un libro: memoria, mare e rinascita a Sorrento

Santa Rosa, il gozzo che sfidò il tempo diventa un libro: memoria, mare e rinascita a Sorrento

«Santa Rosa - Storie di barche, uomini, tempeste e rinascite». È questo il titolo del nuovo libro di Salvatore Dare,…

Una storia più grande del mare
Il Santa Rosa, costruito originariamente dal celebre Cantiere Aprea di Marina Grande, nel 1998 sembrava ormai condannato alla demolizione.  A salvarlo dalle fiamme fu la scommessa d’amore di Giancarlo Antonetti, della moglie Rosaria e dei figli Giovanni (“Giò”) e Renato, supportati da un gruppo di amici storici. Affidato nuovamente ai maestri d’ascia che lo avevano visto nascere, il gozzo ha iniziato una seconda, leggendaria vita. Le pagine del libro non si fermano alla cronaca tecnica: intrecciano la straordinaria traversata oceanica a vela del 1992 sulla rotta di Colombo, i trionfi internazionali, il Palio Remiero nella Laguna di Venezia conquistato da Giò e la fiera battaglia per la tutela del territorio, come il diritto al libero accesso al sito archeologico dei Ninfei sorrentini presso la Villa Romana di Agrippa Postumo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Corrado Fattorusso, gli interventi di monsignor Francesco Alfano (Arcivescovo della diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia) e di don Carmine Giudici (autore della prefazione) hanno evidenziato la forte dimensione spirituale e umana di un testo che sa parlare di riscatto e appartenenza. Ad impreziosire il volume, la suggestiva foto di copertina firmata da Gianfranco Capodilupo.

Il senso del viaggio nelle parole dell’autore
Il volume non si limita a registrare i nodi di navigazione, ma scava nell’intimità di una famiglia che ha accettato di condividere un pezzo di strada comune. «Sentire uno spazio trasformarsi in un luogo vivo, restituito alla partecipazione della comunità, è stato per me – per tutti noi – un motivo di orgoglio», ha spiegato l’autore Salvatore Dare, visibilmente colpito dalla massiccia risposta del pubblico in sala consiliare. «Se questo lavoro è nato, è solo perché Rosaria e Giancarlo, insieme al figlio Renato – nel ricordo sempre appassionato del caro amico Giò – mi hanno affidato la loro fiducia. Lo hanno fatto senza alcuna forma di autocelebrazione, ma con il desiderio di consegnare una testimonianza». Il passaggio cruciale del libro coincide proprio con il momento in cui la narrazione vira sulla resilienza. Il Santa Rosa accusa il colpo del lutto, la perdita di Giò Antonetti, ma trova la forza di ripartire pitturandosi di un nuovo colore: l’arancio. «Non è un volume di cronaca tecnica. È tutt’altro», ha ribadito Dare. «Quella del Santa Rosa è una storia che ne intreccia tante altre, fatte di sofferenze, di colori, di riscatto e di senso di appartenenza. Perché persino dopo aver toccato l’abisso del dolore umano si può riemergere con la forza di chi, nonostante tutto, vuole donare del bene agli altri e riassaporare la felicità».

L’equipaggio di un’idea
Un ringraziamento finale è andato a chi ha reso possibile l’evento e la cura editoriale del progetto. Dai contributi istituzionali del sindaco Corrado Fattorusso e della macchina comunale – supportata dall’ufficio stampa guidato da Luigi D’Alise – fino all’editore Franco Di Mauro e a Stefano Di Mauro (Libreria Tasso), incaricato della diffusione del testo. La serata si è chiusa con il riconoscimento del lavoro fotografico di Gianfranco Capodilupo e Franco Romano, preziosi nel fermare le immagini di una storia che, per sua stessa natura, è destinata a camminare e a passare di generazione in generazione. Il viaggio del Santa Rosa ha appena ripreso il largo.