Il bene confiscato diventerà polmone verde, aggiudicati i lavori a Pompei
Da simbolo del potere criminale a polmone verde per la comunità, nel segno della legalità e del riscatto collettivo. Un bene confiscato alla criminalità organizzata a Pompei si appresta a cambiare pelle, trasformandosi in uno spazio pubblico aperto a tutti. È questo il cuore del progetto per la nascita del parco urbano «Il Giardino PerBene», un’opera che segna una svolta nel percorso di riappropriazione sociale dei territori sottratti alle mafie. Il complesso immobiliare di via Ponte Izzo lascerà alle spalle il proprio passato grigio per diventare un luogo vivo, restituito alla partecipazione attiva dei cittadini e delle famiglie.
L’aggiudicazione dei lavori
L’operazione di riqualificazione ha superato lo scoglio burocratico decisivo con l’aggiudicazione dei lavori, sancita dagli uffici comunali del settore Lavori Pubblici. La macchina amministrativa ha accelerato per dare concretezza a un percorso iniziato nel 2022. L’obiettivo è fare in modo che i cantieri cancellino i segni del degrado, restituendo bellezza e utilità pubblica a un’area strategica del territorio.
Il finanziamento
Il piano di restyling e rifunzionalizzazione è supportato da una dote finanziaria di circa due milioni di euro, per l’esattezza 1.958.364,24 euro, inizialmente legata ai fondi del PNRR e successivamente blindata da coperture nazionali specifiche per i beni confiscati alle mafie. Ad aggiudicarsi l’appalto per l’esecuzione degli interventi, attraverso una gara telematica che ha visto la valutazione di quattro offerte valide, è stato un raggruppamento temporaneo di imprese. All’interno del contratto sono stati inseriti anche investimenti per la sicurezza dei lavoratori, fondi per il contrasto alle infiltrazioni mafiose e risorse per la mitigazione dell’impatto ambientale delle opere.
Lotta alla criminalità organizzata
La metamorfosi di via Ponte Izzo rappresenta una vittoria per lo Stato e per i cittadini. Trasformare un presidio di illegalità in un parco urbano non è solo un’operazione urbanistica, ma un fortissimo messaggio educativo: dimostra che il patrimonio sottratto ai clan può generare valore, lavoro pulito e aggregazione. Nei primi mesi i tecnici e gli operai saranno impegnati nella realizzazione di alberature e percorsi pedonali attrezzati. Il sipario sul vecchio volto del sito è ormai calato: la sfida per il futuro di Pompei riparte dai binari della trasparenza e del bene comune. L’avvio dei cantieri in via Ponte Izzo rappresenta l’inizio di una nuova primavera per il quartiere, un esempio di come la cooperazione tra istituzioni possa generare anticorpi efficaci contro la criminalità. Pompei dimostra così che la rinascita è possibile, restituendo il futuro alle nuove generazioni.

