Cimitile riabbraccia monsignor Cece: le spoglie del vescovo tornano nella sua San Felice
DIOCESI DI NOLA
23 settembre 2026
DIOCESI DI NOLA

Cimitile riabbraccia monsignor Cece: le spoglie del vescovo tornano nella sua San Felice

Due giornate di celebrazioni per accogliere il presule originario di Cimitile, già vescovo di Ischia e Aversa. Nella Cappella della Santa Croce la nuova sepoltura con l’epigrafe: «Amo la Chiesa così com’è»
Andrea Ripa

L’appuntamento è fissato per giovedì 24 settembre alle 19. La comunità parrocchiale accoglierà le spoglie di monsignor Cece nella chiesa di San Felice in Pincis. A seguire ci sarà un momento dedicato alla figura del vescovo originario di Cimitile, con gli interventi di monsignor Ernesto Rascato, delegato ai Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Aversa, e di monsignor Giovanni Rinaldi, vescovo emerito di Acerra. Sarà l’inizio di un percorso che il giorno successivo porterà alla sepoltura definitiva. Venerdì 25 settembre, alle 19, monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola, presiederà la solenne celebrazione eucaristica. Al termine della messa, le spoglie saranno collocate nella nuova sistemazione sepolcrale predisposta all’interno della Cappella della Santa Croce.

Una scelta che affonda le proprie radici nella storia stessa di Cimitile. Il complesso di San Felice, infatti, rappresenta da secoli uno dei luoghi simbolo della memoria cristiana del territorio, sviluppatosi attorno alla tomba di san Felice presbitero e legato alla presenza e all’opera di san Paolino. Ed è proprio questo legame a dare un significato particolare alla traslazione di monsignor Cece. Il presule, nato a Cimitile il 10 giugno 1914, rimase sempre legato al paese d’origine e alla devozione per san Felice. Ora le sue spoglie tornano in quello stesso luogo, all’interno di una chiesa viva e frequentata dalla comunità.

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Nella Cappella della Santa Croce, caratterizzata dalla presenza di un antico Crocifisso ligneo, sarà collocata la nuova sepoltura. A identificarla sarà un’epigrafe in marmo bianco con lo stemma episcopale, i principali dati del suo ministero e una frase scelta come sintesi della sua fedeltà alla Chiesa: «Amo la Chiesa così com’è». «La comunità di Cimitile accoglie con gioia le spoglie mortali di monsignor Cece che rimase profondamente legato al paese d’origine e alla devozione a san Felice presbitero», spiega il parroco don Giovanni De Riggi. «La scelta della chiesa parrocchiale di San Felice in Pincis assume un preciso valore ecclesiale e memoriale e richiama la secolare vocazione sepolcrale di Cimitile», aggiunge il sacerdote, sottolineando come la traslazione affidi la memoria del vescovo a un luogo di culto e preghiera nel cuore della comunità.

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La storia di Cece unisce inoltre in maniera particolare le diocesi di Nola e Aversa. Ordinato sacerdote nella diocesi nolana, monsignor Cece divenne prima vescovo di Ischia, dal 1956 al 1962, e successivamente vescovo di Aversa, dal 1962 al 1980, anno della sua morte. Ed è proprio durante il suo episcopato ad Aversa che si incrociò nuovamente con la Chiesa nolana. Nel 1979, infatti, fu monsignor Cece a ordinare sacerdote Francesco Marino, oggi vescovo di Nola e chiamato a presiedere la celebrazione conclusiva della traslazione. «Saranno due giornate di profonda commozione e che uniscono la Chiesa di Nola a quella di Aversa nel ricordo di monsignor Cece», sottolinea don De Riggi.

Un legame che passa anche attraverso la famiglia. Il parroco ha infatti ricordato con gratitudine i familiari di monsignor Cece, sottolineando come la famiglia abbia donato alla Chiesa anche monsignor Felice Cece, nipote del presule che Cimitile si prepara ad accogliere.

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Ad accompagnare le celebrazioni ci sarà inoltre una mostra dedicata alla vita e al ministero di monsignor Antonio Cece, pensata per ripercorrere le tappe della sua esperienza pastorale e restituire alla comunità la memoria di un figlio di Cimitile che ha guidato due diocesi e che, a distanza di decenni dalla morte, torna definitivamente nel paese in cui era nato.