Pompei in prima linea per l’infanzia, il Comune aderisce alla Staffetta dei Diritti
Ha preso ufficialmente il via, con la cerimonia di apertura a San Giorgio a Cremano, la decima edizione della “Staffetta sui Diritti Luigi Bellocchio”. Si tratta di un’iniziativa di rilievo regionale promossa dal Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine, concepita per unire numerose amministrazioni comunali della Campania attorno alla tutela e alla valorizzazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Anche la Città di Pompei ha confermato la propria adesione convinta a questo percorso itinerante, che si svilupperà sul territorio regionale nelle prossime settimane, toccando diverse realtà locali.
La metafora della rotta e i valori dell’iniziativa
Per l’edizione di quest’anno, l’organizzazione ha scelto come tema conduttore e simbolo della manifestazione “La Vela dei diritti”. Questo elemento è stato adottato per rappresentare in modo figurato i valori della pace, dell’accoglienza, della giustizia e della partecipazione comunitaria. La metafora della vela intende sottolineare l’importanza del viaggio condiviso e dell’ascolto attivo delle nuove generazioni, intese come fulcro attorno al quale ridefinire le politiche di crescita e sviluppo delle comunità locali. Il percorso istituzionale si snoderà attraverso vari territori fino alla data conclusiva del 20 novembre, giorno in cui ricorre l’anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La tappa di Pompei
Alla manifestazione inaugurale della rassegna, la comunità di Pompei è stata rappresentata da Gianfranco Benincasa, che ha preso parte all’evento di apertura testimoniando l’attenzione della macchina amministrativa locale verso le tematiche sociali legate ai minori. La pianificazione del tour prevede che la carovana della staffetta faccia il suo ingresso ufficiale a Pompei nella giornata di lunedì 9 novembre, con l’organizzazione di attività dedicate. L’amministrazione comunale ha ribadito l’importanza di considerare i bambini non come una proiezione futura e astratta, bensì come soggetti attivi del presente, verso i quali le istituzioni hanno il dovere preciso di assicurare protezione, accompagnamento e spazi adeguati di ascolto.

