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Nello D’Auria, sindaco di Gragnano. Il 2027 sarà l’anno del voto. Come si prepara?
«Devo dire che non è ancora nota la data delle elezioni, ma con molta probabilità si pensa che saranno a maggio. Quest’anno c’è un particolare fermento perché credo che ci sia anche l’appuntamento delle politiche, che inevitabilmente caratterizzeranno i territori e il contesto politico in generale. Io, ad ottobre, finisco i cinque anni di mandato».
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Allora, andiamo con ordine. Che voto dà a questi cinque anni da sindaco?
«Diciamo che il giudizio non lo dà solo la stampa, ma il conto spetta alla città e ai cittadini. Evidentemente il risultato può essere positivo se i cittadini pensano di avere una città o una visione di città migliore di quella precedente dei cinque anni trascorsi, e mi auguro che sia così. Se dovessi giudicare l’operato dell’amministrazione, innanzitutto esprimo un giudizio positivo per la continuità, per la costanza e per il lavoro svolto. Oggi, ad ottobre, finiamo il mandato; tolta la parentesi del Covid, questa è un’amministrazione che ha governato per 5 anni — e questo non è mai scontato — e l’ha fatto con responsabilità, rigore e tanta dedizione, a prescindere dai risultati più o meno buoni. Un altro aspetto fondamentale è che abbiamo dato una visione di città e una presenza costante nei confronti di ogni singolo cittadino. Ecco, poi consentimi una parentesi personale: se mi dovessi dare un merito, oggi una delle cose che più mi entusiasma è che ogni singolo bambino e cittadino di Gragnano riconosce il sindaco. Questo significa che il lavoro è stato svolto capillarmente nella società civile e nelle scuole, con una presenza costante e continuativa. Di opere e grandi azioni credo ne abbiamo fatte tante».
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E invece c’è qualcosa in cui si poteva fare di più e che magari diventa un obiettivo per i prossimi cinque anni? Non necessariamente per demerito dell’amministrazione, ma anche perché le condizioni non lo hanno consentito?
«No, credo che Gragnano oggi abbia assunto un posizionamento e una strategia chiara, incentrata sull’enogastronomia e su tutti i settori in cui vanta vantaggi competitivi. Abbiamo lavorato in maniera maniacale nel creare forme di associazionismo e attività, basti pensare ai consorzi del vino o alle associazioni nate per la valorizzazione del territorio. Oggi queste realtà lavorano in maniera indipendente e creano valore per il nostro territorio.Tutto quel valore che Gragnano esprimeva all’esterno grazie al suo grande brand — vuoi per l’enogastronomia, vuoi per la pasta — prima non era pienamente riflesso all’interno della nostra città. Oggi, invece, gli imprenditori e i cittadini hanno una grande consapevolezza di questo valore, anche a seguito di una serie di investimenti e della fiducia messa in campo. Questo valore non è ancora andato a regime e produrrà grandi effetti nei prossimi 5 anni. Basti guardare la crescita dei flussi turistici: noi dobbiamo puntare soprattutto su questo. Ricordiamo che abbiamo costituito una DMO di cui Gragnano è comune capofila, svolgendo un ruolo importante per rendere il territorio accogliente attraverso scelte coraggiose.Tutto ciò si bilancia con investimenti in corso che non hanno ancora avuto la completa esecuzione. Inaugureremo l’inizio dei lavori per la costruzione di un teatro in una piazzetta. Abbiamo investimenti importanti come il Museo della Pasta, la valorizzazione della Valle dei Mulini e il recupero di uno dei palazzi più antichi per farne il Museo del Vino. Quando tutto questo ecosistema e queste infrastrutture diventeranno tangibili, daranno davvero una nuova fisionomia alla città».
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All’inizio abbiamo fatto un breve riferimento alla festa della pasta, giunta a un’edizione dai numeri importanti e incentrata sul tema “Mondo Pasta”, cioè il brand Gragnano nel mondo. Ogni anno si cerca di alzare l’asticella: qual è l’obiettivo finale?
«Mi fa piacere questa considerazione, perché ogni anno aggiungiamo un tassello in avanti. L’obiettivo è ottenere un’ulteriore riconoscibilità a livello internazionale, partendo però dal territorio stesso. Gragnano, grazie ai suoi player, ha già questo riconoscimento mondiale, e con questo evento lo abbiamo portato concretamente qui a Gragnano. L’obiettivo è creare sempre più opportunità nei servizi e rendere la città riconoscibile attraverso un prodotto in cui siamo i migliori al mondo, un prodotto scalabile a livello globale. La pasta non si traduce, si chiama “pasta” in tutto il mondo, e questa forza fa da traino anche ad altre attività.Politicamente abbiamo la responsabilità di valorizzare sempre più il nostro territorio, creando uno switch culturale nei cittadini affinché acquisiscano nuova consapevolezza. Questo passa anche per l’aumento dei servizi: Gragnano non aveva un sistema di mobilità efficiente, ma con scelte che a volte possono sembrare incomprensibili perché cambiano consuetudini storiche, stiamo incidendo anche su questo. A breve saremo uno dei pochi comuni a incrementare i servizi per la cittadinanza garantendo un sistema di mobilità locale che prima non esisteva, offrendo un’alternativa concreta. Dobbiamo continuare a erogare servizi, migliorare la qualità della vita e sviluppare il territorio con una strategia chiara. La cultura, il prodotto e il territorio sono le nostre matrici; l’avvio dei lavori per il nuovo teatro, finanziato con fondi europei, darà ulteriore fiducia a chi si impegna costantemente per la nostra comunità».
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Torniamo da dove siamo partiti: si ricandiderà alle prossime amministrative? Sarà lei il candidato sindaco?
«Io chiedo molto alla città e la città mi dà molta forza. Nessuna scelta deve essere scontata e, senza voler fare il prezioso, ogni decisione condiziona anche la sfera personale. Per me sono stati cinque anni molto impegnativi. Ognuno sceglie come fare il sindaco: io mi sono dedicato totalmente alla responsabilità assunta. Ho fatto il punto con la mia maggioranza, che ringrazio per essermi stata vicina in questi cinque anni di azioni e provvedimenti, e nel più breve tempo possibile scioglierò la riserva sul come farlo e insieme a chi farlo.Sicuramente si parte da questo gruppo splendido che ha lavorato intensamente mettendo al primo posto la città e i cittadini, e proseguiremo insieme a un gruppo civico. Cosa sto pensando? Sto cercando di trovare nuove motivazioni, perché ogni progetto va affrontato con un nuovo impulso. Sto immaginando di creare qualcosa di nuovo che possa soddisfare diversi bisogni, rivolgendosi soprattutto ai giovani. Sto lavorando a un progetto giovanile, che immagino di chiamare Civica 35, rivolto ai giovani di Gragnano dai 18 ai 35 anni che vogliono impegnarsi nell’attività amministrativa, dando così un ulteriore impulso».
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Una linfa nuova, insomma. C’è sempre bisogno di linfa nuova in politica.
«Nuova nel senso che quando ho iniziato io, l’ho fatto attraverso l’associazionismo e il famoso “Gragnano Hub”. Qual è il rischio che corre un amministratore con il passare del tempo? È quello di perdere di vista i bisogni e i pensieri diversi che oggi non vengono intercettati. Oggi ho 44 anni, non mi reputo un eterno giovane, ma i ragazzi di oggi hanno idee, sfaccettature e opinioni diverse. Il grado di salute di un territorio si misura anche nella capacità di rigenerarsi e di creare nuove classi dirigenti. Il mio obiettivo, dopo questo percorso, è dare un’opportunità a tutti. Come direbbe qualcuno, me la sono faticata per arrivare dove sono, ed è giusto dare spazio alla meritocrazia affinché tutti abbiano le proprie opportunità».
https://youtu.be/4eSEACLtll0Guarda il video, cliccando qui