Maxi sequestro sui rifiuti, la pista porta da San Giuseppe Vesuviano alla Turchia
Dai rifiuti ingombranti ai rottami ferrosi, fino alle spedizioni oltre confine. Un presunto sistema illecito che, secondo la Procura di…
Un cratere debitorio milionario nei confronti dell’Erario e il rischio concreto di un collasso finanziario. C’è questo dietro il maxi sequestro preventivo che ha colpito un gruppo imprenditoriale leader nei servizi ambientali ad Angri. I sigilli, disposti dal giudice per le indagini preliminari, sono scattati al termine di una complessa indagine svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.
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Le accuse ipotizzate dagli inquirenti sono bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e illeciti amministrativi. Quattro le persone indagate. Il provvedimento della procura di Nocera, guidata dal procuratore capo Luigi Cannavale, ha colpito in modo mirato il ramo d’azienda denominato “servizi ambientali” di proprietà di una società, che era stato concesso in affitto a un’altra azienda con un contratto stipulato alla fine del 2025.
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Ma i finanzieri non si sono fermati qui: il blocco giudiziario ha investito l’intero capitale sociale della stessa azienda affittuaria, blindando il 90% delle quote intestate a una società fiduciaria e il restante 10% in capo a un privato. L’obiettivo della misura cautelare è duplice: da un lato impedire che la libera disponibilità dei beni possa aggravare le conseguenze dei reati contestati, dall’altro avviare l’iter finalizzato alla confisca definitiva. La gestione delle attività passa ora nelle mani di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.