La pioggia manda in tilt la viabilità tra Castellammare e penisola: gallerie allagate
La pioggia è arrivata forte e, come annunciato dall’allerta meteo, ha subito presentato il conto alla viabilità. Castellammare di Stabia…
C’è poco da girarci intorno: oggi a Castellammare di Stabia si è sfiorata la catastrofe. Le colate di fango e detriti scese dai rilievi collinari hanno investito con forza diversi quartieri, paralizzando la città e riproponendo con drammatica urgenza la fragilità di un territorio cronicamente esposto al dissesto idrogeologico.
Le zone interessate
L’emergenza si è fatta critica nella zona della Madonna della Libera, dove fango e massi caduti dai costoni hanno ostruito gli accessi, bloccando i residenti all’interno delle proprie abitazioni. Difficoltà enormi anche per la viabilità: la Statale Sorrentina è rimasta bloccata per ore a causa degli allagamenti che hanno invaso persino la galleria di Seiano. Allo stesso modo, via Acton è stata sommersa dai detriti franati dalle pareti rocciose sovrastanti, creando momenti di forte tensione tra gli automobilisti di passaggio.
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Il mare sommerso dal fango
A restituire appieno la gravità dell’evento è però l’immagine arrivata dal porto del centro antico. Il terreno dilavato dai monti si è riversato in mare in quantità tale da trasformare lo specchio d’acqua in una distesa di melma, offrendo lo scenario spettrale di yacht e imbarcazioni che, anziché galleggiare, apparivano quasi “parcheggiate” sopra un tappeto di fango denso.
Il rischio idrogeologico
Non si tratta purtroppo di una sorpresa imprevedibile. Castellammare di Stabia convive da sempre con una conformazione morfologica complessa, stretta tra il mare e le pendenze del Faito, che la rende una tra le aree a più alto rischio idrogeologico della Campania. La storia cittadina è segnata da tragici precedenti legati al dissesto del suolo e all’incuria dei versanti montani: eventi calamitosi che in passato sono già costati un conto salatissimo in termini di danni materiali e vite umane.
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Il campanello d’allarme
L’ondata di maltempo odierna suona come l’ennesimo campanello d’allarme. La tenuta delle infrastrutture e la messa in sicurezza dei costoni non possono più restare interventi rinviabili: di fronte a piogge nemmeno chissà quanto estreme, la prevenzione strutturale resta l’unica strada per evitare che la prossima violenta colata di fango si trasformi in una tragedia irreparabile.