Castellammare. Scotto (Pd): «Priorità al dissesto idrogeologico»
C’è una città che scivola a valle ogni volta che il cielo si fa scuro e c’è una politica che prova a ricucire i pezzi dopo la tempesta. A Castellammare di Stabia l’ondata di maltempo che ha flagellato il territorio non ha lasciato dietro di sé soltanto fango e allagamenti, ma ha riacceso con forza un dibattito mai davvero sopito: la fragilità di un territorio strutturalmente esposto al rischio e la gestione delle sue croniche emergenze.
L’intervento del Pd
A sollevare la questione con toni perentori è Arturo Scotto, commissario cittadino del Partito Democratico, che traccia un’analisi impietosa della situazione: «Il dissesto idrogeologico in una città come Castellammare non è un’emergenza, purtroppo è l’ordinario».
Il modello di gestione
La critica va dritta al cuore del sistema di gestione territoriale, evidenziando come la logica dei soccorsi non basti più. «Occorre passare dalla mentalità della protezione civile alla centralità della prevenzione civile. Non si può intervenire sempre e solo dopo che i disastri sono già accaduti», incalza l’esponente dem, sottolineando che se questa volta si è evitata la tragedia – «per fortuna non ci sono state vittime» – i danni e la paura provano la drammatica necessità di un piano di interventi pubblici immediato.
La necessità di un confronto
Da qui la richiesta indirizzata alla gestione commissariale che guida il Comune: la convocazione urgente di un tavolo di confronto aperto a forze politiche, associazioni e sindacati per programmare la cura e la messa in sicurezza della città. Un appello che il Pd intende corroborare con i fatti, a partire da un incontro pubblico fissato per lunedì alle 17 nella sede dem di corso Vittorio Emanuele.
Il campo largo riparte
L’appuntamento, un seminario intitolato “Contro la Camorra per la giustizia sociale”, nasce per rimettere al centro le questioni concrete del territorio, ma assume inevitabilmente anche un chiaro peso politico. Invitate tutte le forze del campo progressista, l’iniziativa punta a riannodare i fili dell’alleanza del “campo largo” che aveva guidato la città prima dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Tra prevenzione ecologica, riscatto sociale e lotta alla criminalità organizzata, la sinistra stabiese prova così a ripartire e a ritrovare una visione unitaria per il futuro di Castellammare.

